Logistica: riflettori puntati su Alessandria. Da un lato, i “lavori in corso” nel gigantesco Scalo smistamento, concentrati, per ora, sui quattro binari che dovrebbero essere utilizzati come fulcro del centro intermodale; dall’altra, sullo sviluppo a macchia di leopardo del gruppo MSC che, dopo Rivalta, si sta accaparrando i terminal logistici più importanti della zona, con un’espansione che pare davvero essere solo all’inizio.
Per quanto riguarda lo Scalo smistamento di Alessandria, sul quale si polarizzano – come sottolineato più volte dalla Fondazione Slala di Alessandria, preposta per l’appunto allo sviluppo logistico dell’intera area del basso Piemonte, che su Alessandria fa perno, mentre procedono i lavori di FS concentrati sulla parte propriamente ferroviaria con un investimento che dovrebbe raggiungere gli 80 milioni di euro, pare essere invece fermo al palo il grande progetto di zona multifunzionale, in grado di abbinare le funzioni logistiche e di traffici intermodali, a quelle di realizzazione di una connessione razionale, ad alto valore urbanistico, fra il centro storico della città di Alessandria ( oggi attraversata da due fiumi e dal maxi scalo ferroviario) e il quartiere zona Cristo, diventato in questi anni protagonista di una riqualificazione urbana senza precedenti.
Guidata dalla Sistemi Urbani, l’operazione di recupero e riutilizzo delle aree prospicenti lo scalo ferroviario, è sfociata in un master plan del gruppo Bertola e firmato da Carlo Ratti e The Blossom Avenue.
Lo Scalo Smistamento, oggetto d’intervento, viene di seguito descritto nel dettaglio occupa un’area di circa mq 1.000.000 nelle immediate vicinanze della stazione. E’ formato da un fascio direzioni di 42 binari lunghi circa 1000 metri posto in serie ad un fascio arrivi/partenze di 40 binari di uguale lunghezza. Lo studio è già pronto da mesi ma la realizzazione si è bloccata in un contenzioso fra il Comune di Alessandria e la Regione Piemonte, incentrato sugli strumenti di variante urbanistica la piano regolatore in vigore. Secondo indiscrezioniuno sblocco per una delle più’ importanti infrastrutture logistiche del Paese e al tempo stesso per un piano di ristrutturazione urbana unico nel suo genere, potrebbe avvenire prima dell’estate, rilanciando anche l’idea di un buffer al servizio del porto di Genova, sostenuta ancora dalla Fondazione Slala oltre che dalla società Connect.
Come detto le aree alessandrine hanno catalizzato anche l’attenzione del gruppo MSC che starebbe valutando l’ingresso in un nuovo e imponente sviluppo logistico in fase di realizzazione a San Michele, alle porte di Alessandria.Il progetto, firmato da TechBau e sostenuto da un finanziamento di Intesa Sanpaolo pari a 110 milioni di euro, rappresenta una delle operazioni più rilevanti nel panorama del real estate logistico italiano.
Il nuovo polo logistico dovrebbe sorgere in una posizione strategica, tra le autostrade A21 e A26, a pochi chilometri dal casello di Alessandria Ovest. Il progetto prevede la realizzazione di due edifici per una superficie complessiva di circa 187.000 mq, destinati a funzioni di stoccaggio e distribuzione.
E l’ombra di MSC, attraverso la controllata MVN Industrial Solutions, si allunga anche sull’area strategica dell’ex Montedison di Olgiate Olona, situata proprio al confine con il comune di Castellanza.
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Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI


