Mare e porti

Armatori: prua contro e avanti tutta contro il green Ue

Stefano Messina confermato Presidente di Assarmatori: al via la crociata contro le norme che possono distruggere lo shipping europeo

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“Rivedere l’assurda e controproducente politica di sostenibilità ambientale dell’Unione europea” Sarebbe sufficiente questa frase estrapolata dalla relazione di Stefano Messina, confermato oggi al vertice dell’Associazione italiana degli armatori (Assarmatori), per comprendere la magnitudo della sfida che il mondo marittimo ha intenzione di lanciare con sempre maggiore convinzione e impegno all’Unione europea.

Costretto ad assecondare le follie green di Bruxelles, e inascoltato ogni qualvolta tentava di spiegare che gli investimenti ad esempio nell’utilizzo di nuovi combustibili necessari per far muovere le loro navi, presupponevano e presuppongono la disponibilità di questi sostitutivi del tradizionale fuel o del gasolio, lo shipping mondiale, e oggi quello italiano, ha detto con chiarezza che non intende seguire la rotta dell’automotive e fare harakiri. Specie dopo che il resto del mondo, con l’assemblea dell’Imo (sezione marittima dell’Onu) ha rinviato sine die l’applicazione di ogni norma ambientalista.

Con investimenti in navi che diventano operativi non prima di due o tre anni e con un settore capital intensive che si avvia a soffrire (ad esempio nei container) una stagione di noli al ribasso, lo spazio di dialogo con i talebani dell’ambiente è davvero ridotto.

E la conferma di Stefano Messina, al timone di Assarmatori per il quadriennio 2026-2030, è inevitabilmente destinata a segnare un inasprimento dei rapporti con Bruxelles, ma anche con la burocrazia, che ha reso sempre meno competitiva la bandiera italiana.

La nomina è stata approvata all’unanimità da parte degli Associati, dopo che nello scorso autunno la Commissione di Designazione – formata da Franco Del Giudice in qualità di Presidente affiancato da Stefano Beduschi e Franco Ronzi – era giunta, al termine di un approfondito iter di consultazione degli stessi Associati, alla medesima conclusione.

Nella stessa sede si è poi proceduto al rinnovo del Consiglio Direttivo di Assarmatori. Confermati Stefano Beduschi, Gaudenzio Bonaldo Gregori, Matteo Catani, Franco Del Giudice, Mariaceleste Lauro, Luigi Merlo, Achille Onorato, Salvatore Ravenna, Vincenzo Romeo e Pasquale Russo. Entrano nell’organo di vertice, a conferma del percorso di crescita e qualificazione dell’Associazione registrato dalla fondazione nel 2018 ad oggi, Luigi Cafiero, Giacomo Gavarone, Corrado Neri e Ivanhoe Romin. Confermati i due Vicepresidenti uscenti, Achille Onorato e Vincenzo Romeo, ai quali si aggiunge Franco Del Giudice. A guidare la struttura, presso la sede di Roma e gli uffici di Genova e Bruxelles, restano il Segretario Generale Alberto Rossi e il Vice Segretario Generale Giovanni Consoli.

“Non abbiamo tempo per autocelebrazioni- ha commentato a caldo Stefano Messina – la rotta che abbiamo imboccato sarà in mari tempestosi.”, ma le possibilità che in tutti i Paesi europei si costruisca un fronte comune sotto una bandiera comune, quella del recupero della competitività perduta, si fa ogni giorno di più non solo probabile, ma inevitabile”.

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