Mare e porti

Porti tu che porto io. Finalmente ci sono i Presidenti

Sventagliata di nomine per i vertici delle Autorità di sistema portuale - Mancano solo Palermo e Trieste. E ora si inizierà a parlare dei poteri della super-Authority pensata con la riforma del settore

Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Diciamolo: non è stata una pagina particolarmente brillante nella storia della portualità italiana. E’ vero che nel passato nomine anomale finivano nella monocultura di sinistra che considerava gli scali marittimi del Paese alla stregua di una proprietà, incluse e annesse le Compagnie dei lavoratori portuali. Ma la scelta dei nuovi presidenti per 14 Autorità di sistema portuale in scadenza di mandato si è rivelata eufemisticamente più complessa di quanto si potesse prevedere. Fra veti incrociati fra i Partiti di maggioranza, eventuali  conflitti di interesse dei candidati designati e specialmente verifiche complesse sulle competenze che la legge prevede per occupare la poltrona di presidente, il dibattito si è protratto oltre ogni tempo previsto e prevedibile.

Ma finalmente la ruota della fortuna sembra aver concluso il suo  giro e l’ottava commissione del Senato ha ratificato la nomina di otto presidenti di altrettante Autorità di sistema portuale. Il Senato ha votato l’ok per Giovanni Gugliotti (Mar Ionio), Francesco Benevolo (Mar Adriatico Centro Settentrionale), Davide Gariglio (Mar Tirreno Settentrionale), Raffaele Latrofa (Mar Tirreno Centro Settentrionale), Eliseo Cuccaro (Mar Tirreno Centrale), Matteo Gasparato (Mar Adriatico Settentrionale), Paolo Piacenza (Mar Tirreno Meridionale e Ionio), Domenico Bagalà (Mar di Sardegna). La settimana scorsa Salvini aveva provveduto a stringere, si fa per dire, i tempi e firmare il decreto di nomina di tre presidenti, per Francesco Mastro presidente dell’Adsp del Mare Adriatico Meridionale (Bari), Francesco Rizzo per l’Adsp dello Stretto (Messina) e Bruno Pisano per l’Adsp del Mar Ligure Orientale (La Spezia).

Manca ancora all’appello la nomina di Francesca Tardino, commissario straordinario dell’Adsp di Palermo, per la quale secondo voci insistenti dovrebbe essere risolto in anticipo rispetto alla delibera del Tar il conflitto sulle competenze aperto dalla Regione Sicilia. Ultimo in ordine di tempo resterebbe Marco Consalvo, che per l’Adsp di Trieste inizierà in questi giorni l’iter parlamentare con le audizioni.

Chiusa per prima la partita Genova e Savona con la nomina a luglio di Matteo Paroli, ex segretario generale di Livorno, chiamato anche a fare il peace maker dopo la tempesta giudiziaria che si era abbattuta sul porto e sulla Regione Liguria, gli occhi sono già puntati  sui presidenti in scadenza nella primavera prossima: si tratta dell’Adsp del Mare di Sicilia Orientale (Francesco Di Sarcina) e di quella del Mare Adriatico Centrale (Vincenzo Garofalo).

Tutto fatto? No. Sulla testa dei neofiti presidenti aleggia il progetto di riforma portuale che potrebbe privare le singole Autorità di sistema di parte dei loro poteri per concentrarli in una holding centrale, la “Porti d’Italia” con competenze e confini ancora tutti da discutere. E poi la nomina che apparentemente dovrebbe essere tecnica del segretario generale delle ADSP, con una partita già risolta solo a Genova.

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