
Il rendimento del titolo decennale emesso dalla Francia (Oat) ha superato per la prima volta quello del Btp italiano dopo la clamorosa rinuncia del primo ministro incaricato Sébastien Lecornu, con ripercussioni immediate su bond, azioni e valuta europea. I mercati hanno interpretato le dimissioni come un segnale di instabilità politica profonda che complica la già difficile approvazione della manovra 2026 e alza il premio richiesto dagli investitori sul debito francese.
Il mercato
- Il rendimento del decennale francese a 10 anni è salito intorno al 3,58%, marginalmente sopra il rendimento del BTP a 10 anni (3,57%). Lo spread Oat–Bund si è ampliato fino a circa 87 punti base rispetto al Bund tedesco, ampliamento record recente che ha riacceso i timori sul rischio sovrano francese.
- La Borsa di Parigi (CAC 40) cede circa il 2% nella seduta di reazione; anche altri listini europei arretrano, con Milano intorno al -0,44% e Madrid -0,31%. L’Euro Stoxx 50 scende di circa lo 0,5%, con i titoli francesi e i bancari in particolare sotto pressione.
- L’euro si indebolisce, scendendo approssimativamente a 1,1665 contro il dollaro (Flessione dello 0,7% circa nel corso della seduta), riflettendo il peggior sentiment verso gli asset europei dopo la crisi politica a Parigi.
Cosa è successo in Francia
Sébastien Lecornu — nominato il 9 settembre da Emmanuel Macron in una fase di grande frammentazione parlamentare — ha presentato le sue dimissioni dopo che la composizione del governo da lui proposto ha suscitato critiche trasversali e il rischio concreto di una votazione di sfiducia. La rapidità del collasso dell’esecutivo ha spiazzato i mercati, che temono una prosecuzione dell’impasse politica e l’assenza di una maggioranza stabile per varare la legge di bilancio 2026.
Perché i rendimenti Oat hanno superato i BTP
Il sorpasso dei rendimenti francesi sui corrispondenti italiani non è solo un gioco di cifre decimali: riflette un aumento della percezione del rischio relativo del debito transalpino. Gli investitori, preoccupati dalla capacità di un governo instabile di approvare il piano di risanamento e di mantenere la disciplina fiscale, richiedono una remunerazione maggiore per detenere Oat. Inoltre, valutazioni recenti e un contesto in cui l’agenzia di rating e i mercati avevano già messo sotto osservazione la Francia hanno amplificato la reazione.
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Impatto sui mercati azionari e settori più colpiti
Il sell-off ha colpito soprattutto banche e blue chip francesi: i titoli del credito e i grandi gruppi industriali hanno registrato cali significativi, trascinando l’indice parigino. Il nervosismo investe anche i mercati del credito e dei corporate bond, con un aumento dei premi richiesti per la maggior parte dei segmenti maggiormente esposti al ciclo politico-francese. L’effetto contagio ha pesato sulle Borse europee, anche se in misura minore rispetto a Parigi
Il nodo 2026: perché la manovra è così difficile
Le difficoltà nell’elaborare e approvare la legge di bilancio 2026 sono il cuore della crisi politica ed economica:
- Parlamento frammentato: l’esecutivo non gode di una maggioranza netta e deve cercare alleanze instabili tra centristi, conservatori e la sinistra per far passare la manovra. Questo rende ogni proposta soggetta a negoziazioni estenuanti e aumentano le probabilità di respingimento o di emendamenti sostanziali.
- Obiettivi fiscali stringenti: il precedente governo di François Bayrou aveva fissato obiettivi di contenimento del deficit (target per il 2026 vicino al 4,6% del Pil), e Lecornu aveva annunciato una traiettoria simile, proponendo un target del 4,7% per il 2026. Ridurre il deficit senza alimentare proteste sociali richiede tagli mirati o maggiori entrate — scelte politicamente delicate.
- Resistenze sociali e sindacali: misure di contenimento della spesa o aumenti fiscali incontrano resistenze forti da sindacati e parti dell’opinione pubblica, già provate da anni di riforme controverse (pensioni, spese sociali). Ciò restringe lo spazio politico per interventi drastici.
- Pressione delle agenzie di rating e mercati: le osservazioni di agenzie come Fitch (e l’attenzione degli investitori) aumentano il costo politico delle esitazioni: dérapages fiscali o ritardi nell’approvazione della manovra possono tradursi in downgrades o in ulteriori ampliamenti degli spread.
Gli scenari
- Breve termine: volatilità sui titoli di Stato francesi e possibile persistenza dell’alta volatilità sui mercati azionari francesi finché non emergerà un nuovo esecutivo credibile o non si ridimensioneranno i timori sul deficit.
- Medio termine: se la crisi politica rallentasse l’iter di approvazione della manovra 2026 o obbligasse il governo ad allentare gli sforzi di consolidamento, i rendimenti potrebbero rimanere elevati e la Francia rischierebbe pressioni sui rating e sui costi di finanziamento.
- Contagio europeo: un peggioramento prolungato potrebbe pesare sull’euro e su alcuni titoli bancari europei, benché l’impatto sistemico resti legato alla dimensione e alla durata della crisi politica francese.
Enrico Foscarini, 6 ottobre 2025
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