
Sul Ponte sullo Stretto si alza un nuovo polverone mediatico, ma la realtà è diversa da come certi ambientalisti improvvisati e vecchi professionisti del “no” la raccontano.
La Corte dei Conti, in un documento inviato alla Presidenza del Consiglio, ha chiesto alcuni approfondimenti sulla delibera del Cipess che ha dato il via libera all’opera. Testuale: la Corte parla di “necessità di acquisire chiarimenti ed elementi informativi”, specificando che “non risulterebbe compiutamente assolto l’onere di motivazione” su alcuni passaggi tecnici. Non c’è alcuna bocciatura, né stop al progetto.
Il Ministero delle Infrastrutture ha immediatamente replicato: “Tutti i chiarimenti e le integrazioni saranno forniti nei tempi previsti, a maggior ragione per un’opera così rilevante. Il Ponte sullo Stretto non è in discussione e gli uffici competenti sono già al lavoro”. Anche Pietro Ciucci, ad di Stretto di Messina spa, ha confermato che “l’Ufficio di Controllo della Corte non ha espresso alcuna bocciatura né giudizio di inadeguatezza. Siamo pronti a fornire tutti gli elementi utili per consentire alla Corte di completare l’istruttoria, avendo operato nel pieno rispetto delle normative italiane ed europee”.
Eppure, nonostante queste parole chiare, l’ecotalebano Angelo Bonelli e i parlamentari del Movimento 5 Stelle parlano di “opera deficitaria”, “flussi di traffico irrealistici”, “bocciatura significativa” e chiedono addirittura di silurare il ministro Salvini. Il solito copione: gridare allo scandalo, evocare disastri ambientali e numeri catastrofici, ma senza fornire alternative concrete per collegare Sicilia e Calabria. È il “partito del no” che blocca tutto da decenni e che oggi cerca di trasformare un normale iter tecnico in un caso politico.
Intanto il governo ribadisce la rotta: il Ponte sullo Stretto è “opera strategica di interesse nazionale”, essenziale per modernizzare il Sud, ridurre i tempi di collegamento e rendere più competitiva l’Italia. Chi dice sempre “fermiamoci, aspettiamo, ripensiamo tutto” offre solo immobilismo.
Enrico Foscarini, 24 settembre 2025
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