
L’anno dei super-ponti non ha deluso le aspettative: i certificati di malattia sono saliti del 5% nel primo semestre 2025. Malanni improvvisi, influenza fuori stagione? Macché: con un inverno mite, le statistiche sembrano raccontare altro.
Numeri che non mentono (anche se fanno sorridere)
Nel primo trimestre sono arrivati all’Inps 9,9 milioni di certificati (+14% rispetto al 2024).
Nel secondo, invece, c’è stato un calo: solo 6,6 milioni, comunque abbastanza per riempire un paio di archivi.
Totale? 16,5 milioni di certificati, di cui oltre il 75% dal settore privato e 4 milioni dal pubblico.
Chi si ammala di più (o chi sa organizzarsi meglio)
- Giovani sotto i 29 anni: +18,3%
- Over 50: +12,1%
- Donne: +14,7% (contro il +13,2% degli uomini)
- Nord Italia: +16%, con il Sud e il Centro a inseguire.
Insomma, la geografia dei malanni coincide curiosamente con quella dei ponti più strategici.
Giornate perse (o guadagnate?)
Nel privato, il 2025 ha portato in media 4,5 giorni di malattia per lavoratore; nel pubblico 4,1. Non male, considerando che i weekend lunghi non si prendono da soli.
Visite fiscali: poche e non troppo severe
E mentre i certificati volavano, le visite fiscali scendevano: -3% nel primo trimestre, per poi risalire di un timido +3,6% nel secondo. Ma l’idoneità al lavoro? Sempre più rara: i “miracolati” che risultano abili dopo un controllo sono dimezzati rispetto al 2024.
Enrico Foscarini, 28 agosto 2025
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