
Il ceto medio è sempre più in crisi perché viene dimenticato dalle politiche economiche governative. Nell’ultimo anno chi ha chiesto un prestito personale ha puntato ad ottenere, in media, 10.436,68 euro (+2% anno su anno), da restituire in 63 rate da 194 euro. L’età media dei richiedenti è 43 anni e nel 70% dei casi si tratta di uomini.
«Negli ultimi anni», spiegano gli esperti di Facile.it e Prestiti.it, «spinti dalla difficile situazione economica, dal ridotto potere d’acquisto e da un mutato paradigma mentale, gli Italiani si sono rivolti con sempre maggiore frequenza e consapevolezza al credito al consumo». Un trend confermato anche dai dati Assofin: dai 26 miliardi del 2023 si è passati a 29,2 miliardi nel 2024.
Perché si chiede un prestito
Le motivazioni principali che spingono gli italiani a ricorrere al credito sono:
- Liquidità immediata (32% delle richieste)
- Acquisto di auto usate (17,3%)
- Consolidamento del debito (17,2%)
- Ristrutturazioni edilizie (12%)
La salute pesa sempre di più
Un focus specifico riguarda i prestiti per spese mediche. Nei primi 8 mesi del 2025 la richiesta media è stata di 5.867 euro da restituire in 53 rate.
L’età media è di 48 anni e il 44% dei richiedenti è donna, percentuale insolita rispetto ad altri prestiti.
Oggi i finanziamenti legati alla salute rappresentano il 5% del totale, rispetto al 3,5% del 2017.
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Un mercato in crescita ma a rischio frodi
Il credito al consumo cresce del 13% anno su anno, attirando anche truffatori.
Secondo un’indagine mUp Research per Facile.it, nel 2024 sono stati 894.000 gli italiani vittima di frodi o tentativi di truffa durante la richiesta di un prestito.
Il ceto medio sotto pressione
Il ricorso al credito conferma un dato allarmante: le politiche economiche degli ultimi anni hanno strozzato il ceto medio, costringendo sempre più famiglie a indebitarsi per spese quotidiane, auto, casa e persino cure mediche.
Enrico Foscarini, 22 settembre 2025
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