Economia e Logistica

Ruspa rosso Cgil contro il Ponte di Messina

Il sindacato di Landini scrive alla Commissione europea per bloccare l'avvio dei lavori

Cgil Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Più che pensare a costruire il lavoro, la Cgil di Maurizio Landini sembra essere intenta a demolirlo colpo su colpo. Questa volta l’idea è di muovere le ruspe della burocrazia è contro il Ponte sullo Stretto, che da decenni si trascina alla fase progettuale tra ripetuti stop and go che hanno già comportato elevati costi e penali per le casse dello Stato. Quindi per tutti i contribuenti.

A Landini però non importa. In mancanza di un appiglio in patria, dato che il governo è intenzionato a porre al più presto la prima pietra affidando i lavori al consorzio guidato da Webuild, la Cgil si è così appellata alla Commissione Europea, chiedendo di bloccare tutto.

In particolare, secondo il sindacato, il progetto non sarebbe conforme nè dal punto di vista ambientale nè da quello infrastrutturale. In sostanza, mancherebbero altri documenti e valutazioni, quindi la procedura sarebbe viziata.

E’ un po’ quello che sostengono anche i verdi del WWF, che hanno già provato a fare causa in nome diritti di cicogne e tartarughe. Il risultato è che tra una supercazzola e l’altra il Ponte di Messina è sommerso di carte, ricorsi, proteste e progetti: un ginepraio.

Peccato che il Ponte sullo Stretto sia sicuro e in linea con tutte le normative. A dirlo non è questo sito ma ingegneri e geologi in una lunga sequela di studi e perizie.

Sempre verde è anche il rischio delle infiltrazioni mafiose nei cantieri. Pericolo naturalmente reale ma a cui il direttore della Dia, generale Michele Carbone, ha risposto spiegando le rafforzate misure preventive e di controllo. La strada è quella già seguita in questi mesi per esempio per i maxi-cantieri delle Olimpiadi Milano-Cortina.

Noi son siamo certo ingegneri nè siamo in grado di valutare un progetto dal punto di vista tecnico, ma ricordiamo che solo nel nostro Paese accade che un sindacato si barrichi davanti a un cantiere per impedire agli operai di iniziare a lavorare.

Aggiunhiamo che l’Italia è il Paese degli scioperi, soprattutto al venerdì così da poter fare il week end lungo. Tra gennaio e dicembre del 2025 sono stati 622 gli scioperi effettuati. Calcolatrice alla mano 51 manifestazioni al mese o, se si preferisce, una e mezza al giorno. Senza dimenticare che i 622 scioperi fatti sono la differenza tra gli oltre 1.600 che erano stati proclamati dai sindacati e i circa 980 revocati.

Leggi anche: I bancari ottengono il maxi-aumento, Landini perde tempo in Piazza.

Detto sempre con la forza dei numeri, il Ponte sullo Stretto di Messina vale 13 miliardi e, stando alle stime, favorirà la creazione di oltre 120mila posti di lavoro considerando anche l’indotto. Non poco, ma forse a Landini questo non interessa.

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