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Per la consulenza finanziaria Mario Draghi è il presidente

Per la consulenza finanziaria Mario Draghi è il presidente
Per la consulenza finanziaria Mario Draghi è il presidente

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L’indagine di Mikaline Research evidenzia le preferenze legate al futuro presidente della Repubblica da parte dei consulenti finanziari. Si tratta di una categoria professionale estremamente rilevante perchè lega i progetti e i piani di vita e finanziari di persone e famiglie con gli andamenti dei mercati finanziari stessi. Viste le implicazioni di stampo economico che la scelta del nuovo presidente potrebbe avere, ecco che il loro auspicio risulta particolarmente interessante.

Ma vediamo nel dettaglio sia come è stato composto il campione oggetto dell’indagine, sia quali sono stati i risultati.

Le due domande rivolte ai 1074 Consulenti Finanziari in attività e statisticamente rappresentativi della categoria dei professionisti iscritti all’albo dedicato (OCF), sono state incentrate “in primis” sulla preferenza verso uno dei potenziali candidati al Colle, in funzione dei possibili riflessi sul contesto finanziario e sulle possibili reazioni emotive degli investitori sui mercati. Successivamente è stata chiesta al professionista la principale motivazione legata alla scelta di quel candidato.

 

Il campione è stato costruito su parametri di sesso, età e zona geografica di appartenenza e di esercizio della professione da parte del consulente.

Per la consulenza finanziaria Mario Draghi è il presidente

 

Veniamo ai risultati complessivi; il candidato più votato è stato l’attuale Presidente del Consiglio Mario Draghi: “…serve una persona al di sopra delle parti e di grande esperienza, senza scheletri nell’armadio…” ; “…prestigio internazionale e integrità morale…”; “…da un punto di vista dei mercati e del nostro lavoro, sarebbe la persona giusta, a patto che al governo vada una sua persona di fiducia…”

Queste le principali motivazioni rilavate all’interno delle interviste a favore di Mario Draghi. 

L’attuale presidente del consiglio è seguito a ruota da Silvio Berlusconi, (oggi come sappiamo non più tra i più papabili) i due candidati sono rispettivamente al 28,3% e 24,1% delle preferenze. Su Berlusconi è stato detto: “…Perché è uno stratega e un politico di lungo corso ed è il primo imprenditore italiano…”; “…perché è l’uomo giusto al momento giusto, ci serve una sterzata importante per ripartire…”; figura che darebbe brio alla presidenza della repubblica…”

La terza scelta è ricaduta sull’attuale Ministro della Giustizia del Governo Draghi Marta Cartabia, prima donna scelta tra le papabili candidate al Colle con il 13,6% delle preferenze. In totale, le candidate donna hanno raccolto poco meno del 30% delle preferenze accordate dai consulenti Finanziari.

Ma se analizziamo lo spaccato del campione degli intervistati tra uomini e donne, le preferenze date dal “gentil sesso” alle candidate di stesso genere, sale nel complesso al 42,1%, ed in particolare il Ministro Marta Cartabia (anche in questo caso prima scelta femminile), raccoglie dalle donne consulenti il 17,3% dei consensi. Queste le motivazione che la favoriscono: “…secondo me la soluzione innovativa e avanti, i mercati apprezzerebbero…”; “… per rompere il monopolio maschile alla presidenza della Repubblica…”; “… serietà e dedizione al lavoro, una donna è fondamentale per una ripartenza veloce e duratura…”

Draghi e Berlusconi (ma in generale tutti i candidati uomini), perdono diversi punti percentuali (rispettivamente -3,5% e -4,5%) dal cluster femminile dei consulenti a vantaggio appunto di tutte le altre candidature femminili.

In quarta scelta ricade su Sergio Mattarella (anche lui fuori dai giochi) con l’8,6% di “score”, scelto con una lieve preferenza dai consulenti finanziari maschi. Di lui s’è detto questo: “…ha operato bene in questi anni, conosce la situazione, è una persona di grandi valori…”; conosce la situazione, uomo istituzionale, garantisce stabilità…”

Dopo l’attuale Presidente della Repubblica Mattarella, il candidato più votato dai consulenti è Paolo Gentiloni al 5% delle preferenze; “…europeista e persona seria in grado di rappresentare il paese…”; “… serve assolutamente un europeista come lui…”; “… serio e posato, si è costruito un’ ottima reputazione in Europa…”

A seguire abbiamo in sequenza: Liliana Segre con il 4,7%, Emma Bonino con l’4,1%, Maria Elisabetta Casellati al 4,0% (Casellati che nel cluster delle consulenti donna, raggiunge lo stesso risultato di Mattarella al 7,5% in quarta posizione), chiude Letizia Moratti al 3,0%.

Poche preferenze raccolgono Pier Ferdinando Casini, Giuliano Amato e Romano Prodi.

Per la consulenza finanziaria Mario Draghi è il presidente

In conclusione, il consulente finanziario guarda principalmente ad un candidato che possa dare stabilità al Paese ed ai mercati. La parola “stabilità” è stata rilevata nel 73,8% delle interviste effettuate mentre la radice “europ(a)” con tutte le sue desinenze è stata riportata dagli operatori telefonici nel 62,6% delle interviste trascritte.

Di contro, un buon numero, il 28,2% dei Consulenti Finanziari, forse intravedendo più di qualche opportunità sui mercati, ha motivato la scelta delle candidature con proposizioni come “rottura di schemi”, “cambiamento dalla routine”, “messaggio forte”, “brio”, ”disruption”, riferite principalmente al Cavaliere Berlusconi e verso le candidate donna.

Non sembra ancora maturo il tempo per un Presidente della Repubblica donna. Tuttavia segnali di cambiamento ci sono e sono anche forti. 

Giovanni Ricci

Mikaline Research – Milano www.mikaline.it