Scuola

Educazione sessuale a scuola, ora cambia tutto: i genitori tornano a contare

l consenso informato divide la politica, ma il principio è semplice: sui temi più delicati le famiglie hanno il diritto di sapere cosa viene insegnato ai propri figli

Educazione sessuale genitori
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Settembre è il mese collegato alla ripresa delle lezioni: alcune scuole hanno già riaperto le porte ai loro studenti, altre si apprestano a farlo nei prossimi giorni. Si avvia così un nuovo anno scolastico che sarà sicuramente ricco di iniziative, di proposte e di attività che contribuiranno alla crescita culturale e umana dei nostri studenti. La scuola, del resto, lo sappiamo bene, cos’altro è se non il luogo nel quale gli studenti, guidati dai loro docenti ed educatori, in un’auspicabile e necessaria collaborazione con i genitori, attraverso i contenuti didattici, imparano a vivere in società in modo responsabile e, attraverso le discipline, apprendono come contribuire in modo responsabile al bene della società?

La scuola italiana, mi sia consentito dirlo con franchezza, sta attraversando un momento di grande slancio e di grande energia grazie alle riforme avviate per volontà del Ministro Valditara che, dopo aver raccolto il testimone dai suoi degnissimi predecessori a Viale Trastevere, ha avviato un lavoro serio e davvero instancabile, il cui fondamento va individuato nel concetto di persona. Lo studente, il docente, il genitore, infatti, per il Ministro Valditara non sono individui, ma persone, esattamente come i nostri Costituenti hanno pensato e voluto scrivendo la Costituzione: il cittadino, giovane o adulto che sia, è una persona che, come tale, ha dei diritti, ma è soggetto a dei doveri verso la comunità all’interno della quale è inserito.

Su questo asse fondante si sono sviluppati tutti i diversi interventi che Ministro e Governo hanno voluto fossero avviati nel mondo della scuola. E così abbiamo avuto i fondi del PNRR, abbiamo avuto i tre Piani Estate, abbiamo avuto Agenda Sud e Agenda Nord, tutte attività promosse al solo fine di fare della scuola un luogo significativo di apprendimento per gli studenti. E la conferma della bontà e dell’efficacia di questi interventi è arrivata dai dati OCSE-PISA, che definiscono un netto miglioramento nei livelli di apprendimento degli studenti, e dai dati relativi al tasso di abbandono scolastico, che ha finalmente registrato un’inversione di rotta rispetto al passato.

Mi sia consentito spendere una parola anche in merito all’introduzione del consenso informato da parte dei genitori in merito alle attività promosse nell’ambito dell’educazione sessuale ed affettiva degli studenti. Questo provvedimento è stato ed è ideologicamente contestato come se esso fosse una forma di oscurantismo, una sorta di impedimento per le scuole, che si troverebbero nell’impossibilità di poter svolgere attività educative contro la violenza di genere.

Si tratta di un’interpretazione volutamente forzata e non aderente alla realtà: la verità è ben altra cosa e ben più semplice. I genitori, infatti, primi responsabili dell’educazione dei figli, hanno tutto il diritto – ed il dovere – di conoscere cosa viene insegnato ai loro figli in merito ad argomenti che hanno a che fare con la sfera più intima della persona. Spesso, lo sappiamo molto bene, con il pretesto dell’educazione alle relazioni sono stati proposti agli studenti contenuti rimandanti a visioni antropologiche che possono trovare molti in netto disaccordo. Perché, dunque, un genitore non può esprimere la propria opinione in merito alla trattazione di argomenti che intercettano direttamente il cuore dell’educazione familiare?

A mio avviso occorre essere sempre onesti e sempre obiettivi: occorre sostenere tutte quelle misure e quei provvedimenti che pongono la persona al centro dell’attenzione e non gli interessi di parte, di partito o di una lobby di pensiero che sia. La scuola è chiamata ad un altissimo compito in un contesto quanto mai ricco di sfide che richiamano tutti, soprattutto gli adulti, alle loro responsabilità. La scuola, la Chiesa, tutte le altre realtà che svolgono azioni educative e formative sono solo di supporto, di aiuto ai genitori, cui compete il diritto ed il dovere di educare i figli, in un’azione condivisa, libera e liberante.

Il consenso informato dei genitori consente l’acquisizione di una consapevolezza educativa da parte di tutti: dei genitori, che saranno chiamati a conoscere, ad informarsi circa i contenuti che saranno proposti ai figli durante l’attività didattica, un’occasione quindi di conoscenza e approfondimento; delle scuole, che saranno chiamate a progettare, a dettagliare, a strutturare percorsi con, se possibile, ancora maggiore impegno e cura, anche nella chiarezza delle loro proposte. È una coerenza di idee e di impostazioni che sono certa sarà utile e proficua anche per il contrasto alle diverse forme di violenza che sono causate da una mancata educazione alla relazione, con se stessi e con gli altri.

Del resto, solo la conoscenza, la consapevolezza, l’approfondimento ed il confronto delle posizioni educano al rispetto della persona: dall’imposizione deriva solo altra imposizione, senza rispetto e senza libertà.Su determinati temi continuo a credere e ad attendere una trasversalità politica a sostegno di ciò che riguarda la vita dei cittadini: che tutto sia immolato, anche la sfera più intima, sull’altare della campagna elettorale è cosa quanto mai triste, ingiusta e lesiva dei cittadini stessi.

La scuola merita uno scatto di maturità da parte di tutti, soprattutto da parte di chi è chiamato a dare il proprio contributo attraverso il proprio impegno nella politica. Buon anno scolastico a tutti! Che sia un anno in cui la persona di ciascuno, a vario titolo coinvolto, sia realmente posta al centro.

Suor Anna Monia Alfieri, 14 settembre 2026

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