in

Elezioni a Roma, il centrodestra ha un jolly?

Dimensioni testo

Dicono che i vecchi democristiani le cose della politica le capiscano al volo. Hanno fiuto. E quando un indizio passa da un ex Dc del calibro di Gianfranco Rotondi, forse l’ultimo vero figlio della Balena Bianca, va preso quanto meno in considerazione. Si sussurra nei palazzi della politica romana che il prossimo candidato sindaco al Campidoglio possa essere il senatore Maurizio Gasparri. A lanciare il sasso nello stagno è Paolo Madron, direttore di tag43.it in un tweet rilanciato neppure tre minuti dopo da Rotondi. Lapidario: “Sarebbe una valida soluzione”. Che nel linguaggio democristiano potrebbe voler dire: è vero, ci stanno lavorando, e forse non è neppure una cattiva idea.

Caos a sinistra

Anche perché al momento l’unica cosa di eterna che ha l’Urbe è l’attesa che deve subire per capire quali saranno tutti i cavalli di razza schierati alla partenza. Il Pd alla fine è stato costretto a lanciare l’ex ministro Roberto Gualtieri, dopo che solo alcune settimane fa il neo-segretario Enrico Letta ne aveva bloccato l’auto-candidatura trapelata sui giornali. Il M5S si è legato mani e piedi a Virginia Raggi, che zitta zitta è riuscita a mettere nel sacco tutti gli oppositori interni al grillismo. Qualche tempo fa sembrava si fosse lanciata nell’impresa da sola, e che il Movimento fosse pronta a mollarla. Poi gli eventi le hanno dato ragione: la rivoluzione targata Conte tarda ad arrivare, l’alleanza col Pd pare ormai una chimera e alla fine non resta che lei, il sindaco delle lingue d’asfalto sul Tevere.

Stallo nel centrodestra

Non sta messo molto meglio il centrodestra. Salvini avrebbe voluto puntare sull’usato garantito, l’uomo delle istituzioni valido per tutte le stagioni: Guido Bertolaso sembrava potesse avere l’appoggio dell’intera coalizione, invece nisba. Tutto da rifare. Dice oggi il leghista: “Su Roma decideremo presto, ora le priorità”. E la barca appare talmente in alto mare che a chi gli chiede se c’è la possibilità di convergere sul nome di Carlo Calenda, il leader del Carroccio non esclude del tutto neppure questa improbabile strada. “Sostenere un candidato di sinistra? Possono anche sbarcare gli alieni stanotte, tutto è possibile”. Anche se magari, chissà, l’asso nella manica su cui convergere tutti insieme ed appassionatamente potrebbe essere proprio Gasparri.