L'esito
Ecco i risultati
CAMPANIA
- Roberto Fico (campo largo): 64%
- Edmondo Cirielli (centrodestra): 30,9%
- Giuliano Granato: 2,9%
- Carlo Arnese: 0,2%
- Stefano Bandecchi: 0,4%
- Nicola Campanile: 1,2%
VENETO
- Alberto Stefani (centrodestra): 62,3%
- Giovanni Manildo (centrosinistra): 30,7%
- Marco Rizzo: 1,3%
- Riccardo Szumski: 5,2%
- Fabio Bui: 0,5%
PUGLIA
- Antonio Decaro (centrosinistra): 65,5%
- Luigi Lobuono (centrodestra): 33,6%
- Ada Donno: 0,7%
- Sabino Mangano: 0,2%
Le elezioni in tre regioni
I cittadini di Veneto, Campania e Puglia sono stati chiamati al voto domenica 23 novembre 2025, nel primo dei due giorni dedicati alle elezioni regionali. I seggi, che hanno aperto alle ore 7, hanno chiuso alle 23. L’affluenza registrata alla chiusura dei seggi di domenica indicava un calo rispetto alle elezioni del 2020, confermato dai dati raccolti dal Viminale. In Veneto aveva votato il 33,88% degli elettori, in Campania il 32,07% e in Puglia solo il 29,45%. Anche nelle rilevazioni parziali durante la giornata di oggi, il trend indicava una riduzione significativa della partecipazione.
Il contesto politico e i candidati
Quasi 12 milioni di elettori sono coinvolti in tre regioni fondamentali per il panorama politico italiano. In Veneto, il centrodestra candida Alberto Stefani, mentre il centrosinistra punta su Giovanni Manildo. In Puglia, la contesa è tra Antonio Decaro, sostenuto dal campo progressista, e Luigi Lobuono, candidato del centrodestra. In Campania, invece, la sfida è tra Roberto Fico, esponente del Movimento 5 Stelle supportato da una coalizione di centrosinistra, ed Edmondo Cirielli di Fratelli d’Italia, candidato del centrodestra.
L’evento segna la conclusione di una lunga tornata elettorale del 2025, iniziata a settembre con le elezioni in altre regioni come Marche, Valle d’Aosta, Calabria e Toscana. La partecipazione delle persone al voto è stata al centro di discussioni, a causa del calo significativo in molte aree rispetto al passato.
In tutte e tre le regioni, i dati comunicati durante la giornata di domenica hanno mostrato cali rispetto al 2020: in Veneto, l’affluenza alle 19 era del 29,31%, quasi sette punti in meno rispetto alla precedente tornata. Situazione simile in Puglia, dove a quell’ora aveva votato solo il 23,67%, con un calo significativo rispetto al dato precedente. Campania registra un risultato meno distante dal passato: 25,87% alle 19, contro il 26,5% di cinque anni fa. Nonostante il continuo appello al voto da parte delle istituzioni e dei candidati, i numeri mostrano uno scollamento della popolazione elettorale.
Focus sulle sfide regionali
In Veneto, regione tradizionalmente vicina al centrodestra, si osserva una particolare attenzione alla competizione tra Fratelli d’Italia e Lega, entrambe in corsa per il primato politico all’interno della coalizione. Questa sfida potrebbe avere ripercussioni anche a livello nazionale. In Puglia, il centrosinistra vede in Antonio Decaro una figura chiave per mantenere la regione nelle sue mani, con un risultato favorevole che potrebbe rafforzare la leadership progressista. In Campania, invece, il dibattito politico è stato caratterizzato da tensioni tra i candidati principali, con Roberto Fico al centro di attacchi mirati da parte di Fratelli d’Italia nei giorni precedenti al voto, tema che ha acceso ulteriormente il clima elettorale.
Alta posta in gioco per entrambe le coalizioni
La tornata elettorale rappresenta un banco di prova importante sia per il centrosinistra sia per il centrodestra. In Veneto e Puglia, l’esito potrebbe delineare nuovi equilibri interni nei partiti delle due coalizioni, mentre in Campania, il risultato servirà a valutare la forza del Movimento 5 Stelle all’interno di una coalizione progressista. Con la chiusura delle urne, l’attenzione si sposta sulla conta dei voti per definire il quadro politico aggiornato nelle tre regioni e i loro futuri leader regionali.


