Politica

Elezioni Sardegna, verifiche sui voti: la distanza Truzzu-Todde si dimezza

Le commissioni elettorali controllano i dati arrivati dai seggi: il divario si riduce. Possibile un riconteggio?

sardegna voto Truzzu, Todde, Soru © Element5 Digital e gianluigibec77 tramite Canva.com

Il centrodestra ha ammesso la sconfitta in Sardegna. Paolo Truzzu ha fatto i complimenti a Alessandra Todde e pure Giorgia Meloni si è congratulata con la candidata di M5S e Pd, confessando di non poter neppure affogare nel vino la disperazione a causa Quaresima. Però, ed è notizia di ieri sera, il divario di voti tra i due si sta pian piano assottigliando via via che le schede vengono ricontrollate.

La distanza, si sa, era davvero risicata. Anzi: se nei voti di lista il centrodestra (48,8%) è decisamente avanti al centrosinistra (42,6%), nelle preferenze al governatore la Todde si è imposta grazie al voto disgiunto per un nonnulla. Parliamo di 2.615 preferenze con alcuni voti disgiunti contestati, diverse mancate attribuzioni al presidente di preferenze espresse per la lista e alcune schede nulle da verificare. Le elezioni sono sempre così, sia chiaro: con 1844 seggi totali, di cui solo 1825 che hanno inviato i verbali alle commissioni circoscrizionali, errori materiali sono sempre dietro l’angolo. Di solito la distanza tra i candidati rende ininfluenti le contestazioni sulle singole schede dubbie, ma stavolta qualcuno nel centrodestra ha sperato (o sta ancora sperando) in un possibile ribaltone.

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A cinque giorni dallo spoglio, infatti, le operazioni di voto in Sardegna non sono ancora finite. E dunque, al netto delle dichiarazioni di circostanza, non c’è ancora stata la proclamazione ufficiale del vincitore. L’Unione Sarda scrive che le commissioni circoscrizionali stanno concludendo i calcoli per trasmettere poi i dati alla Corte di Appello di Cagliari che dovrà vidimare il tutto. Non parliamo di un vero e proprio riconteggio, che il centrodestra non ha chiesto, ma di una verifica dei documenti arrivati dai presidenti di seggio. Secondo quanto riporta il quotidiano sardo, tuttavia, in questa banale somma dei dati già noti la distanza tra Todde e Truzzu si sarebbe ridotta di oltre 1300 voti. Praticamente dimezzata.

Secondo il Fatto quotidiano, che cita fondi del Pd, il distacco sarebbe ancora inferiore. Per la precisione: non più di 800 voti, anche se Giuseppe Conte sostiene che “a noi risultano 1600 voti”. Fonti di centrodestra però riducono la forbice a sotto le mille preferenze. Le maggiori perplessità sarebbero legate a quattro sezioni a Sassari città e a due della Gallura. “Il mio naso democristiano – scrive sui social Gianfranco Rotondi – mi dice che tra qualche ora si riparlerà della Sardegna e i 2000 voti della ‘Dc con Rotondi’ saranno molto, molto rivalutati”.

Questo non basta a ribaltare l’esito delle elezioni, ovviamente. Secondo la legge regionale sarda al candidato presidente in vantaggio basta un solo voto in più per conquistare poltrona di governatore e pure premio di maggioranza. Resta il fatto che Todde e il centrosinistra, al netto dei toni trionfalistici, avrebbero vinto per qualche centinaio di voti. Sempre che – una volta arrivati in Corte di Appello – Truzzu non rompa gli indugi e non chieda il riconteggio dei voti vero e proprio. Il bollino della Corte di Appello è atteso comunque “a babbo morto”, come spiegava il candidato di centrodestra: non prima di una decina di giorni, forse anche ad aprile se i controlli dovessero estendersi a tutte le sezioni. A quel punto, se il margine attestato fosse sotto le mille preferenze, lo staff di Truzzi (da cui oggi trapela “prudenza”), potrebbe chiedere un riconteggio delle schede contestate e nulle.

Franco Lodige, 2 marzo 2024

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