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Elogio del Berlusconi che è in noi

Se siete veramente di sinistra votate Berlusconi. Non è una contraddizione, anzi: oggi i valori della vecchia sinistra li incarna Berlusconi. Mentre gli altri partiti sembrano fare della giovinezza dell’inesperienza dei propri leader una bandiera del cambiamento, dall’altra tutti i giorni paghiamo questa “freschezza” politica: gli slogan sono sempre gli stessi, le promesse anche, l’ideologia anche (pensare all’oggi e mai al domani). La sinistra è morta, il Movimento 5 Stelle è in agonia con un Di Battista che credeva di tornare inneggiato come Torquemada e invece continuamente alla ricerca di una ribalta mediatica che risulta dannosa quanto inutile. Il “Movimento 5 stelle” l’ha creato Berlusconi. Da Di Maio a Fico tutti i leader pentastellati sono cresciuti avendo nel dna il modello di Berlusconi: si veda la comunicazione, il modo di vestirsi, l’imitazione di un continuo consenso che ottengono solo nei comizi, sui palchi, lontani dalla gente. Persino il portavoce del Presidente del Consiglio esce dal “Grande Fratello”.

Berlusconi è altro: Berlusconi siamo noi, Berlusconi è la gente, Berlusconi è l’italiano che si è fatto da solo, con idee geniali, dall’edilizia con Milano 2 alla televisione, dall’editoria allo sport. Pochi non hanno fallito in campo imprenditoriale come Berlusconi: non risultano scioperi come alla Fiat, licenziati come alla Olivetti, giornalisti in strada come quelli de “L’Unità”. Berlusconi è il soggetto politico che tutti bersagliano: tutti lo cercano perché in questa società farsa è il nemico perfetto. Incarna sorridente tutte le contraddizioni dell’essere umano: ne esprime gli sbagli, alla fine si rivela per la sua ingenuità. Il famoso Bunga Bunga che cos’è se non ingenuità? Berlusconi non è Gianni De Michelis, il ministro di una Prima Repubblica che si gestiva tra discoteche e starlette, Berlusconi non è Craxi incravattato tra una relazione e l’altra tra dive e divette (anche hard), Berlusconi non è Martelli, tra una canna in Kenia e il giro di damine dell’Appia Antica. Nessuna ragazza è diventata portavoce del Primo Ministro.

Berlusconi è trasparente: forse maggiormente nei propri errori che nelle proprie conquiste politiche. È un sanguigno, dietro le apparenze della forma fisica botox, è un uomo che ricorda quando abitava vicino a Viale Zara. È un uomo che non ha creato un clan, ma un gruppo di amici e confidenti cresciuti coi sogni come nell’infanzia: insieme. E sono ancora qui, nel bene o nel male, a credere in una Italia migliore, che abbia il doppiopetto non solo come vestito, che recuperi credibilità all’estero, che vesta le divise senza bisogno di mettersele addosso.

Berlusconi è un genio: il primo a comprendere come esistano ancora milioni di persone che non vogliono che stare tranquille. Perché anni e anni di Leopolde, Bunga Bunga di neuroni del classismo intellettuale di sinistra, sanno tanto di rancore e di invidia. Se un tempo i comunisti erano lavoratori, oggi c’è Mondadori. Non esistono le grandi fabbriche, almeno ad altezza “media” pochissime le foto e le immagini degli operai, una classe che sembra scomparsa. Ci sono però i successi di Berlusconi imprenditore, di Berlusconi politico troppo vituperato, attaccato malgrado abbia pagato ogni propria scelta.

Per anni lo hanno attaccato per il suo privato. Che poi a noi non importa. Che importa di una barzelletta mal riuscita: ne esistono tante, troppe nella realtà per attaccarsi a Berlusconi. Forse dimentichiamo quando Mario Calabresi scriveva a fianco di Adriano Sofri (condannato come mandante dell’omicidio del padre). Ecco forse sono queste le barzellette meno riuscite. Insieme a tante altre. Berlusconi è stato capace ed è capace di farci vivere in un paese dove almeno si sta sereni: dove le deputate sono bellissime, portano un volto di bellezza in Parlamento. E non è “il corpo delle donne” ma soltanto il sogno di un uomo che ha sfidato il sistema delle “etichette”. Che non ha bisogno di fare il barricadero o l’eroe da editto bulgaro. Quello attaccato è sempre stato Berlusconi: per inezie, dalla bandana al chitarrista napoletano, dai compleanni al conflitto di interessi.

Già, il conflitto di interessi. È vero, ma almeno con Berlusconi è chiaro, evidente e chi vuole può difendersi senza bisogno di essere invitato alla Leopolda perché i circoli del Pd non esistono ormai. Nemmeno nelle strade. Nemmeno nelle fabbriche. Solo sui giornali che nessuno legge ormai perchè inseguono non i fatti, ma la televisione. Io sono sempre stato di sinistra, ma mi avete fatto diventare di destra. Perché mi sento libero e coerente di scrivere anche questo. Che con Berlusconi una cosa è certa: gli italiani torneranno a occuparsi di politica. Perché il reddito di cittadinanza sta per arrivare ma il Ponte di Genova è ancora lì monito di una politica che non conflitti di interessi. Solo conflitti. Il che è peggio.

Gian Paolo Serino, 25 febbraio 2019

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17 Commenti

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  1. La grandezza di Silvio Berlusconi è paragonabile a quella di Benito Mussolini, entrambi grandi imprenditori, strateghi della politica, quindi anche della politica internazionale.
    Eppure ambedue non hanno avuto il giusto riconoscimento dalla popolazione che ha tratto grandi vantaggi dai loro governi.
    Se B.M. ha avuto un epilogo deleterio a causa dell’entrata in guerra del Paese, S.B. ha subito gli odi, le gelosie e ogni altra infamia da parte della sinistra tutta: dal piccolo comunista ai peggiori farabutti, passando per la MD che a tutt’oggi non sa più come ancora umiarlo.
    Ma, nonostante gli odiatori seriali, resteranno nella storia come gli unici due, veri, statisti che l’Italia abbia avuto nel secolo scorso.

    • Che immane sciocchezza. Paradigma uguale, ma con ribaltato valore positivo, a quello della fu sinistra: B(erlusconi)=B(enito). Pre-Fiuggi. Andiamo avanti così che va bene…

  2. Como presidente della Repubblica sarebbe perfetto, il contratsto con il grugno della Merkel sarebbe la sua completa giustificazione.Matarella lascia indifferenti ma Berlusconi al suo ci farebbe gioire di essere italiani.

  3. Chi ha scritto questo articolo è un malato di mente e ha bisogno urgente di un tso. Questo spregevole individuo che risponde al nome di b, è la vergogna d’Italia. Delinquente naturale,evasore, amico di mafiosi, corruttore, specialista in compravendita di parlamentari e di minorenni. Tu idiota senza testa ti senti vicino a b anzi addirittura ti senti lui.? Allora sparati merda di uomo che sei , tu e tutti quei bastardi come te che hanno votato e votano ancora ( per fortuna sempre meno) questa persona nefasta , questa cancrena. Tanto che ci sei , porta tua nipotina a cena ad Arcore.

  4. L’intelligenza perversa dei fautori della solita ” nuova sinistra” fanno miracoli di trasformismo lessicale contenutistico e dialettico, al punto di usare il nemico in cattività, come un’ esca per i pesci fuggiti dalle reti troppo consunte della sinistra barcarola italica! Che tristezza! Il berluscon riabilitato perché ora è dei nostri al remo europeo … 😉

  5. In effetti a vederlo e sentirlo oggi nn appare il famoso “caimano”.
    Fa anche tenerezza!
    Però se l’Italia è conciata malamente e ci abbiamo il salvimaio è colpa soltanto sua.
    Poteva “redimersi” appoggiando il referendum del 2016,che la residua area liberale di Pera appoggiava,ma in un rigurgito personalistico,ha riportato chiaramente il personaggio nel suo ruolo egocentrico.
    Si potrebbe pensarlo un grande imprenditore,cosa che tra l’altro egli è,ma bisogna sempre inserirlo,come oggi il Serino inserisce gli attuali “giovani inpolitici” nel suo solco,nel suo background di formazione il quale vedeva nell’Italia di Giovanni Agnelli il suo faro.
    La classe politica del suo tempo giovanile,spaziava da Andreotti a Berlunguer.
    Lui,come molti italiani liberalsocialisti,scelse Craxi come suo “beniamino” politico.
    La scelta lasciava spazio ad una interpretazione del Berlusconj in chiave riformista,ma bisogna anche aggiungere che,aldilà della “sinistra” che gli ha fatto opposizione,i numeri per cambiare la direzione li ebbe in molte occasioni ma prevalse sempre “la robba”.
    Robba che è stato il motivo della sua “discesa in campo” dopo la caduta in disgrazia di Craxi.
    Nn dimentichiamoci,aldilà delle vicende giudiziarie,che il primo Berlusconi vedeva come ministro della giustizia,il Di pietro. Il maggiore nemico di Craxi.
    Nn diamo troppo rilievo all’azione del Berlusconi politico anche perché dal lato della sua esperienza imprenditoriale nn seppe creare le condizioni per incentivare la crescita delle aziende,promise tagli delle tasse che si rivelarono fumogeni inapplicati.
    Ebbe la fortuna(per l’Italia,la sfortuna)di avere una opposizione che lo elesse a suo antagonista per propia sussistenza,ed egli si sdraiò sulla stessa in una pantomima gattopardesca che sostenne entrambi.
    Poteva cambiare le cose,se avesse voluto,ma lo scotto era una scommessa sulla sua “robba” o sull’Italia.
    Sappiamo cosa scelse.
    Quando finalmente si trovò di fronte un’attore dedito al reale cambiamento,finse di supportarlo,ma come fece con tutti i suoi “delfini” al momento dove la sua uscita di scena era prevista,attuò il taglio del ramo dove il cambiamento sedeva.

  6. Scommetto che è colpa della sinistra livorosa e rancorosa se oggi berlusconi ha l’8%. Qualche piccolo sbaglio l’avrà fatto, penso…

    • Basta andare a confrontare i dati economici di quando c’era lui e di quelli di adesso .Da disoccupazione a consumi e cosi via.Se poi ha come dice lei l’8% di questo bisogna ringraziare la sinistra,’ gli italiani ,ma sopratutto gli italiani del sud(ed io sono del sud)che credono e danno retta a vagabondi e strillatori che ci pigliano a tutti per il culo,gente che non ha mai lavorato e non sa minimamente come si crea economia,ma sa solo come cercare di mantenere la loro lauta paga.Ma sopratutto dell’italia non gliene frega un cazzo.Bravi italiani continuate cosi e finiremo nella merda.Caro Giovanni,le suggerisco di leggere qualcosa sull’economista MILTON FRIEDMANN :un governo che penalizza chi lavora e premia chi un lavoro non ce l’ha ,non si stupisca se poi vede moltiplicarsi i disoccupati.con affetto mario.

    • Se la sinistra livorosa comprende anche: Fini, Casini, Follini, Granata, Bocchino, Schifani (non importa se poi pentito), Quagliariello ed amici degli amici allora è colpa della sinistra livorosa capitanata da napolitano. Gli sbagli di Berlusconi comprendono anche quelli di aver creduto a pezzi di merda (scusate tutti il neorealismo) che sono montati sul suo carro e l’hanno abbandonato dietro una promessa di compenso diverso dai beceri euro. Una volta che approfittiate dell’occasione per tacere, no eh ?

  7. Berlusconi ancora oggi è l’incubo della sinistra da quella vecchia a quella nuova (?) da occhetto a di maio passando per d’alema, bersani, veltroni, napolitano, monti, letta, renzi, travaglio, mauro, di battista e me ne scordo sicuramente altrettanti. E’ un incubo permanente come il fascismo che ha permesso ai suddetti di sopravvivere quando ormai non avevano più nulla da dire e si sono attaccati ad un fantasma di comodo. Anche per questo merita una considerazione maggiore come uomo di politica ed imprenditore. Ma la maggior parte dei cd “giovani” ama più ricordare le sue avventure laterali e le sue barzellette da cena con gli amici sicuramente invidiando uno che non ha mai avuto la necessità di rincorrere una gonnella (e quello che la gonnella molte volte copre a stento) checchè ne dicano i vari biografi improvvisati.

  8. Caro Serino,non potevi descriverlo meglio il personaggio.Ne avessimo tanti imprenditori come lui in politica:Invece abbiamo gente che non ha mai lavorato(vedi i SALVINI e i DIMAIO).
    Purtroppo gli italiani piangono ma poi votano questi ciarlatani che fanno solo promesse.

  9. Perfetto. Aggiungo: se l’ Italia berlusconiana non è immune dagli errori che sono di Berlusconi e potrebbe essere migliore, l’ Italia antiberlusconiana, livorosa e giacobina, è stata, è e non potrà che essere l’Italia peggiore.

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