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“Epidemia” di infarti: dopo il Covid o dopo il vaccino?

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di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi

Il post iniziale citato è tratto da Dagospia. Ma come è possibile che i media continuino a sostenere che l’improvviso aumento degli infarti e attacchi di cuore sia un effetto della Covid? Partiamo dai dati e dalle ipotesi di uno studio.

A parlare chiarissimo sono le cifre. “Tra febbraio e marzo i ricoveri per infarto e scompenso cardiaco sono aumentati del 25% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso – rivela Carlo Cernetti, 54 anni, direttore delle unità di Cardiologia di Treviso e Castelfranco – la recrudescenza di eventi di questo tipo segue una certa stagionalità. Ma quella attuale sembra essere davvero molto forte e violenta”. E per questa ragione, il fenomeno sarà al centro di uno specifico studio tra Cardiologia e l’Università di Padova. Intervistato dal Messaggero, quando gli chiedono da dove sorga l’aumento di infarti e scompensi cardiaci, il dottor Cernetti spiega: “La recrudescenza di eventi acuti anche in persone giovani ci ha già portato ad avanzare delle ipotesi. La prima è che l’epidemia da Covid abbia causato un enorme incremento delle infiammazioni…”

Nell’articolo, e in tanti altri simili che appaiono da mesi in tutti i media, si avanza solo questa ipotesi: si tratta di effetti della Covid. L’aumento registrato di attacchi di cuore avviene dal 2021, la Covid però esiste dal 2020. Nel 2021 ci sono state le iniezioni di Pfizer a cui si è forzata la popolazione, arrivando persino a togliere lo stipendio a chi non le faceva. Nel 2020 c’era la Covid e non c’erano i vaccini. E nel 2020 questa “pandemia da infarto” non c’era.

Appaiono da mesi ogni sorta di articoli su morti e malati di cuore in aumento citando possibili cause di ogni genere, anche strampalate.

Si parla di tutto meno del fatto che da un anno si è imposta la vaccinazione di massa. L’aumento del 25% è tra inizio 2022 e l’anno scorso, cioè inizio 2021. Ma a inizio 2021 c’era la Covid quanto quest’anno, anzi di più. Non ha quindi senso logico attribuire ora alla Covid un aumento improvviso di infarti rispetto al periodo in cui la Covid era al massimo (visto che anzi un anno fa c’era in giro la versione “Delta” che tutti indicano come fosse più pericolosa).

Un anno fa invece non c’erano ancora le iniezioni di Pfizer e Moderna. Un anno fa, tra gennaio e marzo 2001, gli adulti e i giovani non erano ancora vaccinati e adesso invece lo sono per il 90% circa.  Hanno iniziato a vaccinare sotto i 50 anni dopo la primavera. Di conseguenza, l’esplosione degli infarti e degli attacchi di cuore riportata in questi articoli confronta adulti e giovani ora vaccinati, con adulti e giovani del 2021 che non erano vaccinati. E adesso che sono al 90% vaccinati gli infarti aumentano e non risparmiano neppure i giovani.

La Covid lascia una lunga scia di dolore, ma i vaccini a mRNA hanno molti effetti avversi e allora ben venga uno studio scientifico sugli aumenti degli infarti, ma questo studio dovrebbe valutare come ipotesi anche la vaccinazione di massa.