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Escluso il candidato maschio e bianco: il NYT denunciato per discriminazione

L'eterogenesi dei fini: l'agenzia federale Usa per i diritti civili ha citato in giudizio il quotidiano per aver premiato una donna "meno qualificata per soddisfare obiettivi di diversità"

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Ci sono storie che meritano di essere raccontate. E questa è una di quelle. Dovete sapere che l’agenzia federale degli Stati Uniti per i diritti civili ha citato in giudizio il New York Times per presunta discriminazione. E voi direte: chi è il povero immigrato che ha subito questa ingiustizia? Nessuno. Perché stavolta la Equal Employment Opportunity Commission (EEOC) ha messo nel mirino il quotidiano americano per una sorta di razzismo al contrario: in sostanza, un dipendente sarebbe stato escluso da una promozione in favore di una donna meno qualificata. Lui: uomo e bianco. Lei: donna e in linea con gli obiettivi di “diversità” che l’azienda si era data.

Secondo l’EEOC, la scelta del NYT violerebbe il Titolo VII del Civil Rights Act del 1964, che vieta discriminazioni sul lavoro basate su razza e genere. Al centro della diatriba c’è un editor che nel 2025 non ha ottenuto il ruolo desiderato di vicecaporedattore. Il giornale ovviamente difende la propria scelta e respinge le accuse, che ritiene “politicamente motivate”. Sintesi brutale: abbiamo scelto “la candidata più qualificata”. Altro che “diversity”.

Eppure, secondo l’EEOC, le politiche aziendali che puntavano ad aumentare la presenza di donne e minoranze nei ruoli dirigenziali avrebbero in qualche modo influenzato il processo decisionale, anche e soprattutto in questo specifico caso. La presidente dell’EEOC, Andrea Lucas, ha spiegato che “non esiste discriminazione al contrario”: discriminare qualcuno per il suo genere o la sua razza, anche se uomo e bianco, resta illegale. “Nessuno è al di sopra della legge, nemmeno le istituzioni ‘d’élite’”, ha detto. “Indipendentemente dalle dimensioni o dal potere del datore di lavoro, l’EEOC sotto la mia guida garantirà un’applicazione imparziale e ‘colorblind’ del Titolo VII per proteggere i lavoratori americani, inclusi gli uomini bianchi”.

Opposta la posizione del portavoce del New York Times, Danielle Rhoades Ha: l’EEOC, ha detto, “si è discostata dalle pratiche standard in modi altamente insoliti. L’accusa riguarda una singola decisione sul personale tra oltre 100 posizioni di vicecaporedattore all’interno della redazione, eppure il ricorso dell’EEOC presenta affermazioni generalizzate che ignorano i fatti per adattarsi a una narrativa predefinita. Né la razza né il genere hanno avuto un ruolo in questa decisione: abbiamo assunto la candidata più qualificata, ed è un’ottima redattrice”.

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