In Italia i bambini prelevati dai loro nuclei e collocati in case-famiglia – esclusi cioè gli affidi familiari, ed esclusi anche i minori stranieri non accompagnati – sono circa 30 mila l’anno (dati del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali). Supponendo che ogni bambino in casa-famiglia costi – a stare stretti – 150 euro al giorno, la spesa pubblica dedicata è di 4 milioni e mezzo al giorno. Moltiplicato per 365 giorni, la spesa pubblica annua dedicata è di 1 miliardo 642 milioni 500 mila euro.
Un’assistenza personalizzata ai nuclei in difficoltà costerebbe probabilmente molto meno, forse meno della metà di questa somma e soprattutto eviterebbe ai bambini il trauma della separazione, trauma che – a meno di situazioni familiari davvero drammatiche e insanabili – va fatalmente ad assommarsi a problematiche già in atto, con rischio di patologizzazione per i minori. A me pare che tutto quanto questo sistema vada rivisto, e vada rivisto in fretta.
Marina Terragni, 4 gennaio 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


