Cronaca

Famiglia nel bosco, il grido di papà Nathan

Tra consulenze, incontri protetti e prese di posizione pubbliche, la vicenda dei tre bambini allontanati dai genitori continua a dividere opinione pubblica e istituzioni

Famiglia dei boschi
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Il calvario della cosiddetta “Famiglia nel bosco” ha superato i sei mesi, senza che dalle istituzioni che hanno allontanato i tre bambini sia giunto qualche segnale che faccia sperare in un prossimo ricongiungimento. Nel frattempo è stata depositata un’ulteriore consulenza di 300 pagine, redatta dall’illustre Tonino Cantelmi, psichiatra che assiste i due sfortunati genitori, nella quale si sostiene che ormai i minori avrebbero subito un danno emotivo e psicologico quasi irreversibile.

Tuttavia, la coppia anglo-australiana, pur nell’immenso dolore che sta vivendo, non sembra perdere lucidità, tanto che il padre, Nathan Trevallion, in un’intervista rilasciata al Messaggero, dichiara: “Ci siamo trasferiti a vivere nella casa del Comune, abbiamo iniziato il percorso di sostegno alla genitorialità per essere pronti a sostenere i nostri figli, gli incontri protetti stanno andando bene”. Inoltre, ha tenuto a sottolineare di aver compiuto, con la moglie Catherine, “molti passi che ci erano stati richiesti e altri di nostra spontanea volontà. Credo che non ci si possa chiedere di più. Ora attendiamo risposte coerenti dalle istituzioni”.

Eppure, come già evidenziato, nulla sembra smuovere la granitica determinazione delle stesse istituzioni competenti nel voler mantenere questa famiglia in una condizione che nessun genitore vorrebbe mai vivere, consapevole dell’immensa sofferenza, manifestata dai bambini in tutti i modi, che stanno affrontando i propri figli.

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A tale proposito registriamo l’autorevole presa di posizione in favore della famiglia Trevallion-Birmingham da parte di Bruno Vespa. Il conduttore, ospitando la madre Catherine nella puntata del 27 maggio di Cinque Minuti, in onda su Rai1, è letteralmente sbottato. Commentando la conciliante dichiarazione di quest’ultima, si è così espresso: “I genitori hanno il diritto di educare i figli come vogliono. L’educazione privata è legittima, poi uno può essere d’accordo o no. Gli vuoi lasciare il diritto di scegliere?”.

Ora, considerando la proverbiale prudenza istituzionale del decano dei giornalisti Rai, considero piuttosto rilevante la presa di posizione di Vespa. Evidentemente, al pari di tante persone di buon senso di questo disgraziato Paese, pare che anch’egli si sia da tempo convinto che in questa surreale vicenda si sia raggiunto un livello di accanimento, se così lo vogliamo definire, che va ben oltre l’umana comprensione delle cose.

Claudio Romiti, 31 maggio 2026

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