Era scontato diventasse motivo di polemica. E così è stato. Dopo la promessa di Matteo Salvini di andare a trovare la famiglia nel Bosco. Dopo le dichiarazioni di Giorgia Meloni, rimasta sconcertata dalla decisione del Tribunale dell’Aquila di allontanare la madre Catherine e trasferire i bambini dalla casa famiglia. Dopo che il ministro Carlo Nordio ha inviato gli ispettori, adesso a parlare sono i giudici. Che respingono al mittente ogni accusa e fanno anche un po’ gli “offesi”. Se ci è permesso.
“In considerazione del clamore mediatico suscitato da recenti vicende giudiziarie, tuttora in fase istruttoria da più parti commentate anche con toni aggressivi e non continenti, è premura dei magistrati che lavorano presso gli uffici giudiziari minorili ed in particolare, presso il Tribunale per i minorenni di L’Aquila e la Procura minorile di L’Aquila, affermare che ogni iniziativa giudiziaria di loro competenza è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età, come sanciti nella Costituzione e nelle fonti di diritto internazionale”, si legge in una nota congiunta firmata dal presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, e dal procuratore della Repubblica, David Mancini.
Come riporta il Corriere, i giudici ci tengono a fare sapere che “le sofferte e delicate decisioni in materia, e particolarmente quelle incidenti sull’allontanamento dei minori dal contesto familiare non originano mai da posizioni ideologiche o pregiudiziali contro i genitori ma mirano sempre a realizzare il benessere del minore soggetto di diritti”. Sarà. Ma molti si chiedono, anche psichiatri e psicoterapeuti, se fosse davvero necessario allontanare quei bambini dal contesto famigliare in cui vivevano (discutibile, forse, ma senza alcuna violenza in atto) e poi spostarli anche dalla casa famiglia dove avevano trovato una nuova dimensione, insieme alla madre. “L’assicurazione della corretta crescita del minore e della serena evoluzione della sua personalità è il principio guida dell’azione giudiziaria degli uffici minorili che viene condotta con attenzione, sensibile partecipazione e coinvolgimento dei soggetti adulti che si pongano in posizione collaborativa”, aggiungono i giudici.
I bambini, due gemelli di sei anni e una di otto, saranno trasferiti in una nuova struttura, secondo quanto stabilito dal Tribunale. La Garante regionale per l’Infanzia, Alessandra De Febis, si è però recata nella casa famiglia di Vasto domenica 8 marzo per chiedere che i piccoli non vengano spostati, ribadendo che “la priorità è la loro serenità”. Nonostante ciò, l’ordinanza richiede un nuovo provvedimento per consentire loro di restare nella stessa struttura. Gli avvocati dei genitori, Marco Femminella e Danila Solinas, stanno preparando un ricorso per ottenere la sospensiva dell’ordinanza e per impedire il trasferimento.
L’ispezione del Ministero della Giustizia
Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha annunciato l’invio di ispettori al Tribunale dei minorenni dell’Aquila per approfondire le modalità amministrative e procedurali del caso. L’ispezione si concentrerà sull’esame di fascicoli, registri e altre documentazioni legate alla vicenda. Questa decisione segue la visita dei legali e il clamore mediatico che la storia ha generato, oltre alle critiche rivolte alle scelte giudiziarie da parte di diverse figure pubbliche.
Le reazioni della famiglia e della comunità
Rachel Birmingham, sorella di Catherine, ha dichiarato che sua sorella è “in shock totale” dopo che l’allontanamento è stato comunicato. Catherine ha potuto vedere i suoi figli soltanto tramite una videochiamata il giorno successivo al provvedimento, che Rachel ha definito “straziante”. Intanto, si sono svolte manifestazioni di solidarietà presso la casa famiglia di Vasto. Una fiaccolata ha visto la partecipazione di numerosi cittadini e del comitato “In difesa dei minori”. Sui cancelli della struttura sono comparsi striscioni come “La famiglia è il fondamento, dividerla è vergognoso”. Persone del luogo e sostenitori hanno portato giocattoli e peluche per i minori, nonostante il clima di tensione.
Critiche e supporto pubblico
Vari personaggi pubblici hanno espresso la loro opinione sul caso. La Premier Giorgia Meloni ha definito la separazione “un altro pesantissimo trauma per i bambini” e ha appoggiato l’ispezione ministeriale. Anche Romina Power, in un post su Instagram, ha espresso il suo dissenso per le decisioni prese, dichiarando che “se qualcuno avesse fatto a me ciò che stanno facendo a questa mamma, sarei diventata una tigre”. La cantante ha inoltre fatto appello alla Premier e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per “proteggere questa famiglia”.
Il confronto legale e i prossimi passi
La vicenda, che ha avuto inizio a novembre 2025 con la sospensione della potestà genitoriale, ha spinto i legali della famiglia Birmingham-Trevallion a prepararsi per una battaglia legale di grande portata. Le accuse contro Catherine sono legate a un presunto mancato rispetto del diritto all’istruzione dei suoi figli, oltre a comportamenti ostili verso gli educatori. La corte d’appello sarà ora chiamata a decidere se accogliere o meno il ricorso contro l’ordinanza emessa lo scorso venerdì.
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