
Martedì scorso c’è stata un’altra, rilevante novità nella drammatica vicenda dei tre bambini anglo-australiani rinchiusi in una casa famiglia di Vasto: dando prova di grande responsabilità genitoriale, checché ne dicano i talebani che hanno accolto con favore gli incomprensibili provvedimenti del Tribunale dei minori, papà Nathan è andato letteralmente a Canossa con il capo cosparso di cenere, emulando l’umiliazione dell’imperatore Enrico IV con lo scopo di evitare di essere scomunicato.
I tempi passano ma, evidentemente, il Medioevo è ancora presente in alcune rilevanti componenti della nostra società. Tant’è che lo sfortunato genitore, che maledirà fino alla fine dei suoi giorni di aver raccolto inavvertitamente qualche fungo tossico, si è visto costretto a lanciare il seguente appello dai microfoni di Rai1: “Ringrazio tutti per la solidarietà. Chiedo con rispetto di non organizzare presidi o proteste davanti alla casa famiglia o ad abitazioni private e di lasciare questi luoghi tranquilli. Io voglio che i bambini tornino a casa, ma fino che questo non succede preferisco che restino qui”.
Si tratta di una dichiarazione che dimostra, ma per chi scrive non ce n’era alcun bisogno, il senso di responsabilità della coppia messa sotto accusa dagli ayatollah del nostro Stato morale, che essi sono certamente terrorizzati dalla prospettiva di un ulteriore trasferimento dei propri bambini in un’altra struttura – la più vicina dista circa 120 km dal comune in cui risiedono – in mezzo a persone del tutto sconosciute.
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Ovviamente, non poteva mancare il giubilo dei citati talebani che, quasi all’unanimità, sempre su Rai1, durante Storie Italiane – programma condotto da una Eleonora Daniele che sul caso appare sempre più preoccupata di non nuocere alla reputazione delle istituzioni che stanno producendo questo strazio in diretta – i quali hanno esaltato il buon padre di famiglia, contrapponendolo alla “cattiva” mamma Catherine, con l’evidente intento di demonizzare il più comprensibile comportamento “ostativo” di una persona distrutta di fronte all’impossibilità di soccorrere i propri bambini sofferenti e trattati come pacchi postali da chi continua a ripetere la litania del supremo interesse dei minori.
Per quanto riguarda questa incresciosa vicenda, un garantista del calibro di Vittorio Feltri, in un recente video pubblicato su il Giornale, nel commentare l’intervento della presidente del Consiglio, che è anche una mamma, contrariamente ad alcune figure istituzionali che si occupano del caso, ha così sentenziato: “Noi auspichiamo che la Meloni insista, e siccome lei è molto brava, sono sicuro che lo farà, per ripristinare la situazione ex ante. Perché così non possiamo più tollerarlo. Ogni giorno leggere sul giornale che ci sono dei bambini che piangono solo perché non vengono ricongiunti coi genitori, a noi ci si strazia il cuore. Cerchiamo di dare ascolto a Meloni una volta per sempre e non rompeteci le scatole con questi funzionari, dello Stato o non dello Stato, che ne combinano una ogni giorno e di tutti i colori.” Standing ovation, Direttore!
Claudio Romiti, 12 marzo 2026
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