Cronaca

Perché Mattarella tace sulla famiglia nel bosco?

Per Catherine e i tre figli in arrivo la cavalleria. Meloni e Salvini critici coi giudici. Sgomento degli psichiatri e dei garanti dei minori. Ma il Quirinale...

famiglia bosco e Mattarella
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Di fronte all’immane sofferenza che il nostro sistema giudiziario sta imponendo ai tre cosiddetti bambini nel bosco – ovviamente lo sta facendo solo per salvarli dalle grinfie di una madre rea, evidentemente, di troppo amore per i propri figli -, finalmente sembra che stia arrivando in soccorso la cavalleria. Prima è pesantemente intervenuta la garante dell’Infanzia e l’Adolescenza, Marina Terragni, esprimendo pubblicamente tutto il suo sconcerto per l’allontanamento di mamma Catherine e chiedendo ai giudici ed alle altre istituzioni competenti di poter incontrare i tre bambini, affiancata da un pool di esperti indipendenti. In una intervista rilasciata a TGCOM24, la Terragni ha ribadito l’intenzione di vederci chiaro in un crescendo di misure restrittive che, sin dai primi momenti, è parso assolutamente sproporzionato rispetto alla condizione di una famiglia che non presentava criticità tali da mettere in grave e immediato rischio l’incolumità dei minori.

Dopodiché, forse dimostrando che anche chi fa politica è fatto di materia umana, la premier Giorgia Meloni e il leder della Lega Matteo Salvini sono scesi pubblicamente in campo. Quest’ultimo, in particolare ha promesso di andare nel luogo del misfatto con parole che chiunque di noi avrebbe potuto esprimere, al di là di qualunque tatticismo di partito: “Uno Stato che porta via i bambini a mamma e a papà non è lo Stato in cui voglio crescere i miei figli – scrive in un post il ministro -. In questi mesi le abbiamo provate tutte per la famiglia nel bosco: ricorsi, ispezioni ministeriali, petizioni, appelli. Niente. Le cose vanno sempre peggio. Cosa rimane da fare? Andarci. Ci andrò. Ci andrò non da vicepresidente del Consiglio, non da ministro, ma da papà, da genitore disgustato da questa forma di violenza istituzionalizzata. Mi sembra che non sia la soluzione. Mi sembra che quei tre bimbi, che hanno vissuto per anni felici, siano alla disperazione. Mi vergogno, da italiano, di aver offerto a quei due ragazzi stranieri, arrivati da lontano e hanno cercato nell’Italia – pagando, a differenza di tanti altri – il futuro per i loro figli… Ci vado, personalmente”.

Tuttavia l’intervento di maggior peso istituzionale, vista la sua posizione, l’ha messo in campo la premier , tanto sui social che in diretta televisiva, ospite del talk di Mario Giordano. Commentando duramente a Fuori dal Coro, in onda su Rete4, la decisione di togliere ai bambini anche la salvifica presenza della madre, Giorgia Meloni non ha usato mezzi termini definendo le iniziative del Tribunale dei minori dell’Aquila come “figlie anche di letture ideologiche e che infliggono a quei bambini un altro pesantissimo trauma.” Ma non basta, dato che la misura è veramente colma, la presidente del Consiglio ha annunciato che su sua sollecitazione il guardasigilli Carlo Nordio ha già dato disposizione per l’invio di una ispezione ministeriale.

Tuttavia, solo il Quirinale non ha mai battuto in colpo finora, sebbene il suo illustre ospite rivesta il ruolo di presidente del Consiglio superiore della magistratura, organo costituzionale che tra le sue prerogative ha anche quelle di natura disciplinare. Eppure, malgrado il fatto che stiamo parlando di una famiglia con cittadinanza anglo-australiana, e che di fronte al mondo non pare che la nostra giustizia minorile stia facendo un gran figura, in molti ci aspettavamo da parte di Mattarella almeno una parola di buon senso in grado di riportare un minimo di serenità in una questione che sta assumendo i toni di una tragedia greca. Ma come diceva il famoso maestro Maestro Manzi, “non è mai troppo tardi”.

Claudio Romiti, 9 marzo 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

25 aprile: festa o propaganda? - Vignetta del 04/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

25 aprile: festa o propaganda?

Vignetta del 04/05/2026