Cronaca

“Urla strazianti dei bimbi”. Famiglia nel bosco, siamo il paese degli ayatollah giudiziari

La decisione del Tribunale dei minori dell'Aquila divide l’opinione pubblica: al centro il destino di tre bambini

giudici famiglia nel bosco Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI

Dunque, alea iacta est, il dado è tratto, viene confermata la decisione del Tribunale dei minori dell’Aquila, sulla base dell’interesse “supremo” dei tre bambini della cosiddetta famiglia nel bosco, di separare queste povere anime dalla loro madre e, per soprammercato, di rinchiuderli in un’altra struttura “protetta”, dopo averli tenuti al “sicuro”, si fa per dire, nella casa famiglia di Vasto. “Credevamo di vivere in un Paese civile, ma invece non lo è. L’assistente sociale dovrebbe rispondere a qualcuno – ha detto l’avvocato Danila Solinas – Ha preteso che venisse cacciata la mamma nonostante le urla strazianti dei bambini. É stato terribile”.

Ciò, e non ci vuole una laurea in psicologia per comprenderlo, provocherà una ulteriore e ancor più tremenda devastazione nella vita di questi poveri bambini, trattati alla stregua di un pacco postale.

Abbastanza surreali le motivazioni con cui lo stesso Tribunale, che in Italia, per quanto riguarda i minori, ha un assoluto potere discrezionale, paragonabile a quello degli ayatollah in uno Stato confessionale. “Catherine – si legge nel dispositivo- è spesso ostile e squalificante, deride i nostri tentativi di trovare un punto di incontro e/o le nostre spiegazioni. Non si fida di nessuno e ciò influenza i bambini che a suo dire sono arrabbiati con tutti perché vogliono tornare a casa. Gli sviluppi successivi – scrivono i giudici – hanno peraltro evidenziato che la persistente e costante presenza materna è gravemente ostativa agli interventi programmati e pregiudizievole per l’equilibrio emotivo e l’educazione dei minori”.

Quindi sarebbe la madre pregiudizievole per l’equilibrio dei figli – malgrado l’intera cittadinanza di Palmoli, in cui vive la famiglia Trevillion-Birmingham ha più volte testimoniato ai vari giornalistiche la grande armonia che regnava nella loro casa -, e non il fatto che queste povere creature sono state rinchiuse in un luogo ristretto, a contatto con persone che non conoscono, molte delle quali portatrici di un vissuto realmente e gravemente problematico.

Inoltre, in un altro passaggio, in sintesi, viene sottolineato che Catherine, dopo un mese di relativa tranquillità, avrebbe di fatto destabilizzato i suoi figli, facendo loro credere che la condizione che stavano vivendo sarebbe finita presto. E cosa avrebbe invece dovuto dire ai suoi tre pargoli, ansiosi di tornare a giocare con il gatto e a cavalcare l’amato cavallo portato dall’Australia, che bisognava stare tranquilli ed aspettare i nostri ben conosciuti tempi biblici nell’affrontare qualsiasi iter giudiziario?

Questa famiglia viene da due Paesi nel quale vige il common law ed in cui i tempi della giustizia sono notoriamente ben più rapidi rispetto al modello bizantino che di fatto vige in Italia.

Anche l’illustre psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della famiglia, notoriamente flemmatico e poco incline a perdere la pazienza, appresa la notizia, ha duramente attaccato la decisione del Tribunale.

Decisione, che ha tenuto in premessa a sottolineare, arriva proprio quando stava iniziando la perizia sui tre bambini da parte di una psicologa che lo stesso pool difensivo ha ricusato (ciò a causa di alcuni precedente post pubblicati dalla professionista contro la famiglia nel bosco che ne dovrebbero inficiare l’imparzialità) .

Ebbene, dichiara Cantelmi, “Perché questa ordinanza sia arrivata proprio oggi me lo chiedo, perché proprio in questo momento. Soprattutto, però, il dramma è di questi bambini, bambini che hanno appena compiuto 7 anni strappati alla madre. No, per questo, come cittadino sono davvero indignato. Nel corso di questa perizia – prosegue lo specialista – avvengono cose incredibili ed è difficile immaginare che questi genitori possano essere sereni, sono sotto shock, sono come dei pugili che si stanno appena rialzando da un knockout”.

Dopodiché Cantelmi conclude con parole che, ne siamo convinti, sono condivise da gran parte di una comunità nazionale che ha sempre tenuto in alta considerazione il valore della famiglia: “Come cittadino sono sgomento e indignato, come professionista sono incredulo. Sottoporre a un nuovo trauma questi bambini è clamoroso, sottrarre la madre è ancora più clamoroso, credo che stiamo sulla strada sbagliata. Faremo di tutto, opposizione ad ogni livello”.

D’altro canto, come ci sforziamo di ripetere da tempo, in questo settore, anche quando si è vittima di un palese errore di valutazione, non c’è un giudice a Berlino che possa rapidamente riparare il danno e rimettere in libertà i figli sottratti alle loro legittime famiglia.

Leggi anche: 

Di fatto non esiste un contrappeso istituzionale che possa sindacare sulla totale discrezionalità del Tribunale competente. Discrezionalità che, in Italia, viola spesso e volentieri quanto stabilito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, la quale, oltre a stabilire che senza un grave rischio per l’incolumità dei minori, abusi e maltrattamenti non si deve procedere all’allontanamento, ma anche in questo caso – come nella vicenda in oggetto – è fatto obbligo alle autorità di mantenere il legame familiare, garantendo visite regolari e lavorare per il ricongiungimento.

Tutte cose che da noi, almeno apparentemente, chi utilizza la propria delicata responsabilità istituzionale non sembra prendere nella minima considerazione.

Claudio Romiti, 7 marzo 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

25 aprile: festa o propaganda? - Vignetta del 04/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

25 aprile: festa o propaganda?

Vignetta del 04/05/2026