La vicenda della famiglia Trevallion-Birmingham, che da mesi vive in un’abitazione nel bosco in provincia di Chieti, registra un nuovo colpo di scena. L’avvocato Giovanni Angelucci, legale dei coniugi, ha annunciato la decisione di rimettere il mandato difensivo. La scelta, spiega in una nota rilanciata da LaPresse, sarebbe maturata “dopo attenta riflessione” a causa delle crescenti pressioni esterne che avrebbero incrinato il rapporto fiduciario con i suoi assistiti.
Angelucci racconta di aver incontrato Nathan Trevallion lunedì sera nel suo studio, in occasione della formalizzazione dell’incarico a un ingegnere tecnico di parte. Il giorno successivo sarebbe stato previsto un sopralluogo in un’abitazione messa gratuitamente a disposizione da un imprenditore del settore della ristorazione, originario di Palmoli e operante a Ortona. Un’ipotesi che si aggiungeva a quella avanzata dal sindaco Masciulli, ma che – riferisce il legale – non sarebbe stata accolta dalla coppia. L’appuntamento, infatti, non si sarebbe mai svolto.
Sempre ieri, prosegue la nota riportata da LaPresse, Angelucci avrebbe dovuto raccogliere una firma necessaria al deposito presso il Genio Civile del progetto di ristrutturazione straordinaria dell’attuale abitazione nei boschi. Un intervento già predisposto dal tecnico di fiducia, ma ritenuto dalla famiglia “troppo invasivo e impattante”, al punto da portare al rifiuto di autorizzarne l’iter.
A complicare ulteriormente la situazione, la visita di un geometra e di un rappresentante della società SSAAP San Salvo Appalti S.p.A., disponibile a farsi carico dei lavori di ristrutturazione. Anche questa offerta, secondo quanto riferito dall’avvocato, sarebbe stata respinta da Trevallion.
“Avevo inoltre preso appuntamento per questa mattina anche con una psicologa psicoterapeuta infantile, specializzata in psicoterapia cognitivo-comportamentale, al fine di poter fornire ai coniugi Trevallion-Birmingham un supporto tecnico-scientifico ove necessario nel corso del futuro giudizio – si legge nella nota – Dal momento che per il sottoscritto difensore i predetti passaggi logistici e tecnici erano e sono imprescindibili ai fini della predisposizione del ricorso per reclamo in scadenza, e dal momento che il tempo a disposizione non permette indugi né ripensamenti, con mio sommo malincuore ho ritenuto doveroso e necessario rinunciare al mandato difensivo, non potendo in tutta coscienza e nel rispetto della deontologia professionale impostare una difesa monca e non aderente alla linea difensiva che avevo indicato e concordato già da tempo con i miei assistiti”.
Di fronte a una serie di rifiuti e alla convinzione che il clima intorno alla vicenda fosse ormai deteriorato da influenze esterne, Angelucci ha quindi deciso di interrompere il rapporto professionale: “Una scelta estrema, l’ultima che un professionista vorrebbe adottare”, ha sottolineato. “Resto comunque a disposizione per ogni necessità e chiarimento e supporterò fino alla fine questa splendida famiglia, che tanto mi ha dato in termini di umanità e sentimenti. Auguro a tutti loro buona vita e auspico possano trovare quella pace e serenità tanto agognate, che possono essere raggiunte solo smussando gli angoli e spalancando mente e cuore”.
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