Per noi garantisti della prima ora, letteralmente folgorati dall’esito infausto del referendum sulla giustizia, l’atteso incontro tra il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e i coniugi Trevillion-Birmingham, i cui figli vivono in clausura per ordine di un giudice, è stato un vero toccasana. Un momento di grande commozione nel quale la seconda carica dello Stato ha dato un esempio di compostezza e moderazione, così come chiunque occupi un ruolo pubblico dovrebbe sempre fare.
“Non ho né titoli né intenzione di mettere in discussione i provvedimenti dell’autorità giudiziaria – ha dichiarato La Russa – né tanto meno voglio giustificare lo stile di vita di Nathan e Catherine. Spero possa essere utile invitare tutti, con la mia moral suasion, affinché vengano eliminate le rigidità di tutti e tutte le rigidità in modo da favorire il più possibile il ritorno a una famiglia unita”.
“Sono molto lieto – ha poi tenuto a sottolineare il presidente del Senato, rivolgendosi alla coppia anglo-australiana – di aver appreso che da parte vostra non vi è nessuna obiezione affinché i bambini possano frequentare il doposcuola, che la casa possa avere i servizi igienici che sono richiesti e in sostanza che vi avviciniate molto a quelle condizioni necessarie per una convivenza voluta. Sono fermamente convinto che non vi è maggiore felicità per i bambini che stare con il proprio papà e la propria mamma ed è quello che io vi auguro e spero sia possibile eliminando tutte le rigidità esistenti”.
Leggi anche:
- La famiglia nel bosco gioca la carta per riavere i figli. Ma è caos sull’;assistente sociale
- Caro Porro, ero una bambina: anch’io strapazzata come la famiglia nel bosco
Mamma Catherine, trattenendo a stento le lacrime, dopo aver calorosamente espresso, anche a nome del marito, a La Russa il suo apprezzamento per il suo gesto di evidente solidarietà nei confronti di una famiglia annichilita per il “bene superiore” dei suoi figli, si è poi rivolta al popolo italiano con queste parole: “Dopo mesi di completo silenzio, Nathan e io vorremmo esprimere la nostra sincera gratitudine a chiunque ci abbia supportato in questi giorni lunghi e profondamente difficili, pieni di dolore e tristezza per i nostri bambini”.
Purtroppo per loro, ma spero con tutto il cuore di sbagliarmi, anche in questo caso l’esito di un referendum che ha mantenuto in piedi tutte le manifeste storture che la riforma intendeva affrontare in radice non credo che gioverà alla causa di una famiglia che ha avuto solo due gravissimi torti: voler troppo bene ai propri figli e l’essersi stabilita in un Paese in cui gli assistenti sociali hanno un potere quasi illimitato sui figli degli altri.
Solo che questa volta, anche se l’iter parlamentare non sarà brevissimo, non si dovrà cambiare la costituzione per impedire che si ripetano situazioni come quella capitata alla famiglia nel bosco. Basterà una legge ordinaria, la cui proposta è già stata depositata in Parlamento dall’attuale maggioranza. Ed una volta approvata, anche i magistrati che tanto amano cantare in coro “Bella ciao” dovranno applicarla, piaccia o non piaccia.
Claudio Romiti, 26 marzo 2026
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google“


