La famiglia nel bosco è pronta a presentare un ricorso. Per riavere i figli. Secondo i legali dei Trevallion, infatti, tutti i rilievi avanzati dal Tribunale (e che avevano portato prima al trasferimento in una casa famiglia e poi all’allontanamento della madre) sarebbero stati superati. La famiglia ha infatti accettato un alloggio fornito dal sindaco di Palmoli (che nel frattempo sta pagando cifre enormi, con le risorse comunali, per tenere i bimbi in casa famiglia), hanno acconsentito a vaccinare i figli e ad accogliere una maestra per completare la loro istruzione. Basterà? Bisogna attendere. Intanto le polemiche intorno a questo caso non si placano.
Come riportato ampiamente dalla stampa nazionale, la seconda carica dello Stato, il presidente del Senato Ignazio La Russa, mercoledì 25 marzo ha invitato Nathan Travallion e Catherine Birmingham, i due sfortunati genitori che stanno lottando da mesi per ricongiungersi coi propri figli, a Roma per esprimere loro la sua vicinanza in un momento così difficile. Ovviamente l’opposizione di sinistra, che in questa fase non perde occasione per accendere la miccia delle polemiche, ha avuto molto da ridire.
Immediata la risposta di La Russa: “Mi sono divertito molto a leggere una polemica su una non notizia – precisa il presidente del Senato -. Diversi esponenti della sinistra, alcuni noti, alcuni a me non noti, hanno ritenuto di polemizzare sulla base di una notizia del quotidiano Il Centro che dava con una certa rilevanza l’informazione che avrei incontrato, un mercoledì, senza precisare la data di mercoledì i genitori degli sfortunati bambini della cosiddetta famiglia del bosco … Come dice il giornale è vero che su questo tema sono stato sempre molto moderato ed è esattamente vero che li vedrò, ma non questo mercoledì, perché come tutti sanno questo mercoledì non c’è aula non sarò a Roma e sono come tutti in attesa della data referendaria, anche volendo per fare campagna referendaria. Ma la cosa che mi ha veramente stupito – conclude – è l’acrimonia per un’eventuale visita, adesso come in un’altra data, quasi che il presidente del Senato debba chiedere scusa o addirittura il permesso a lor signori per incontrare privatamente chi ritiene. Se ne facciano una ragione”.
Ma a parte ciò, il fatto più rilevante nella vicenda della oramai ex famiglia nel bosco è legato alla furibonda reazione che ha avuto Veruska D’Angelo, l’assistente sociale da tempo oggetto di svariate critiche. Ebbene, sembra incredibile, eppure quest’ultima, gettando altra benzina sul fuoco, dopo averne dette e scritte di tutti i colori su mamma Catherine, è arrivata ad attaccare pesantemente i due legali della coppia anglo-australiana, Marco Femminella e Danila Solinas. E non lo ha fatto mica a chiacchiere. I due avvocati, come riporta con un dovizia di particolari il Giornale, sono stati “oggetto di una segnalazione formale presentata al Tribunale” dalla nostra sceriffa del servizio sociale, “che li accusa di violenza privata per averle impedito di compiere il suo lavoro di pubblico ufficiale nel giorno della perizia psicologica sui genitori in cui arrivò l’ordine del giudice Cecilia Angrisano dell’immediato allontanamento di Catherine dalla struttura”.
Quindi, non è stata la bomba arrivata dal Tribunale la mattina stessa della perizia, che ha devastato la condizione emotiva già molto provata della coppia, a rendere tale perizia inattendibile, bensì il comportamento ovviamente sbalordito ed indignato dei sue legali. Tant’è che questi ultimi così hanno replicato alla D’Angelo: “Non si era mai visto in un Paese democratico che due avvocati venissero segnalati. E questa denuncia dell’assistente sociale conferma quello che ormai è chiaro da mesi, l’atteggiamento in questa vicenda. Ma noi siamo due colleghi che le intimidazioni non le hanno mai subite”.
E non è finita. Anche l’avvocata Maria Pina Benedetti, in rappresentanza del gestore dei servizi sociali dell’Alto Vastese, in cui opera l’assistente sociale della discordia, ha chiamato in causa la garante nazionale dei minori, Marina Terragni, sostenendo che le sue critiche su ciò che sta avvenendo sulla testa di tre piccole creature “sono affermazioni non corrispondenti alla realtà”. A dire della Benedetti, al contrario, “le assistenti sociali dell’Ecad 14 operano tutte con competenza, acquisita con gli studi accademici, l’esame di stato abilitante alla professione, la formazione continua, la supervisione e l’esperienza”.
Insomma la ben nota formula a base di chiacchiere e distintivo a cui non sembra aver dato molto credito la garante nazionale, che ha così ribattuto: “Con le balle – sottolinea – non si va da nessuna parte e l’interlocuzione diventa sempre più complicata. L’assistente sociale non si è resa disponibile a un colloquio con me. I servizi sociali non mi hanno nemmeno dato il contatto telefonico, che ho dovuto reperire per altre strade”. Terragni aggiunge, inoltre, di avere “detto e scritto che i bambini stanno fisicamente bene, ma la loro notevole agitazione psicomotoria, insieme a un atteggiamento di paura e diffidenza nei confronti degli estranei, rivela un disagio evidente che non sorprende, visto i ripetuti traumi a cui sono stati sottoposti.”
E fu così che tutti vissero infelici e scontenti, oltre che gravemente traumatizzati.
Claudio Romiti, 17 marzo 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


