Cronaca

Famiglia nel bosco, sempre peggio: test piscologici sui bimbi

Crescono le tensioni sul caso dei tre bambini: consulenze, ricorsi e accuse reciproche infiammano il dibattito in attesa della decisione dei giudici

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Passano i mesi ma nulla sembra cambiare nel triste destino della cosiddetta famiglia nel bosco. Mentre si susseguono, con tono sempre più allarmato, i ricorsi dei consulenti della coppia anglo-australiana (l’ultimo, firmato dallo psichiatra Cantelmi, parla di una condizione molto seria dei bambini, che mangiano dolciumi in modo compulsivo e passano molte ore davanti alla TV, tant’è che Francesco Borgonovo ha dichiarato che mancano solo i social per “normalizzare” l’esistenza degli stessi bambini), venerdì scorso è iniziata la somministrazione dei test psicologici sui tre minori.

Test durati ben tre ore, gestiti dalla psicologa Valentina Garrapetta, sotto la supervisione della CTU Simona Ceccoli. Erano inoltre presenti l’avvocato della famiglia, Daniela Solinas, e un consulente di parte. Ora, non bisogna aver conseguito una laurea in “strizzacervelli” per comprendere la totale assurdità di questi test, realizzati dopo aver provocato un tale sconquasso nella tranquilla esistenza di queste piccole anime, le quali hanno poi dovuto subire un ulteriore strappo, determinato dall’allontanamento dell’amata madre dalla casa famiglia in cui essi sono reclusi da ormai cinque mesi.

Ebbene, come disse tempo addietro l’amico Antonio Marziale, che è stato per una decina di anni garante per i minori della Calabria, simili valutazioni, fatte in queste condizioni di grande stress, ad essere buoni non possono che giungere a due conclusioni lapalissiane: che i bambini siano estremamente destabilizzati e che i genitori, soprattutto la mamma, che continua a subire gli attacchi congiunti dei responsabili istituzionali di questo scempio, siano fuori di testa.

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Sarebbe stato, al contrario, assai più ragionevole ricongiungere la famiglia e valutarla in una condizione di ritrovata quotidianità, o addirittura evitare l’allontanamento ed effettuare la stessa perizia sin da subito. Personalmente, e non credo di essere il solo a pensarlo, ritengo che ci troviamo di fronte a una vergognosa pagliacciata di sapore medievale, la quale, con l’interesse supremo dei minori — che molti farisei che pullulano nei vari talk sbandierano senza pudore — non sembra avere nulla a che vedere.

Comunque sia, il prossimo 21 aprile si terrà l’udienza presso la sezione minorile del Tribunale d’Appello dell’Aquila per il ricorso presentato dalla coppia Trevillion-Birmingham, al fine di giungere a un rapido ricongiungimento della loro disgraziatissima famiglia. Ci sarà alla fine anche per loro l’agognato giudice a Berlino? In tanti lo speriamo, ma dopo ciò che è accaduto con il referendum sulla giustizia, non vorremmo morire disperati.

Claudio Romiti, 19 aprile 2026

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