Nuovo capitolo nello scontro politico e giudiziario che ruota attorno ad Anthony Fauci, il medico simbolo della gestione americana della pandemia di Covid-19. La commissione Sicurezza Interna e Affari Governativi del Senato degli Stati Uniti, a maggioranza repubblicana, ha infatti approvato una risoluzione che chiede di dichiarare l’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases in oltraggio al Congresso, dopo il suo rifiuto di rispondere alle domande dei senatori durante un’audizione della scorsa settimana.
La decisione arriva dopo che Fauci ha invocato ripetutamente il Quinto Emendamento della Costituzione americana, che tutela dal rischio di auto-incriminazione. Nel corso dell’audizione l’ex consigliere sanitario della Casa Bianca si è avvalso di questa facoltà oltre cento volte, sostenendo, attraverso i propri legali, che qualsiasi risposta avrebbe potuto essere utilizzata per tentare di costruire un procedimento penale nei suoi confronti.
A guidare l’iniziativa è stato il senatore repubblicano Rand Paul, da tempo tra i principali critici dell’operato di Fauci durante l’emergenza sanitaria. “Il dottor Fauci non correva alcun rischio di essere perseguito a livello federale”, ha dichiarato Paul. “Doveva semplicemente dire la verità“. Il voto di oggi non ha riguardato le politiche di Fauci o le scelte durante la pandemia, ha specificato il repubblicano, ma il Senato ha votato “per stabilire se un testimone che ha beneficiato di una grazia di ampia portata possa essere obbligato da questa commissione a rispondere alle domande e poi ignorare tale ordine senza subirne le conseguenze”. Diversa la posizione di Gary Peters del Michigan, esponente democratico, convinto che si sia di fronte ad un pericoloso precedente: “Se questa commissione dovesse ora cercare di punire un testimone per aver esercitato il diritto costituzionalmente garantito dal Quinto Emendamento”, ha detto, “in futuro altri testimoni sosterranno che comparire davanti al Congresso li espone comunque a sanzioni, indipendentemente dal fatto che rispettino una convocazione e invochino una tutela prevista dalla Costituzione”.
Secondo quanto riferisce la CNN, Paul intende trasmettere direttamente il provvedimento al Dipartimento di Giustizia e al tribunale federale del Distretto di Columbia, evitando il tradizionale passaggio di un voto dell’intero Senato. Una procedura poco utilizzata, che lo stesso senatore ha ammesso avere scarsi precedenti, ma che ritiene comunque praticabile.
Prima che il dossier possa arrivare sui tavoli dei procuratori sarà comunque necessario il via libera del vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, nella sua veste costituzionale di presidente del Senato. Solo successivamente il Dipartimento di Giustizia dovrà stabilire se esistano gli elementi per avviare un procedimento penale.
Proprio questo rappresenta il nodo più delicato dell’intera vicenda. Come evidenziato dalla CNN, diversi esperti di diritto ritengono che ottenere una condanna sarebbe tutt’altro che semplice. L’analista legale dell’emittente, Elie Honig, ha spiegato che, se Fauci aveva effettivamente il diritto di appellarsi al Quinto Emendamento, dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio la commissione di un reato potrebbe risultare estremamente difficile per l’accusa.
Durissima la reazione della difesa dell’ex immunologo. Il suo avvocato David Schertler ha definito il voto della commissione un’operazione esclusivamente politica, accusando Rand Paul di voler punire Fauci per aver esercitato un diritto garantito dalla Costituzione. Secondo il legale, l’iniziativa rappresenterebbe una strumentalizzazione del Dipartimento di Giustizia nei confronti di un funzionario pubblico che ha dedicato decenni al servizio sanitario nazionale.
Nel frattempo i senatori repubblicani hanno salutato il voto come il primo passo verso un possibile procedimento giudiziario, sostenendo che nessuno possa sottrarsi alle richieste del Congresso. I democratici, invece, avevano tentato senza successo di rinviare la votazione per ascoltare esperti costituzionali e i legali di Fauci, ma la maggioranza ha respinto tutte le proposte.
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