Qui al bar ci ricordiamo l’epoca in cui non c’era un esame di Stato, tipo burosauro sovietico che vidima il tuo grado di conformità al sapere infuso dal Partito, ma una maturità, un passaggio davvero epocale per un adolescente, una soglia tra un prima e un dopo, una piccolissima palestra di vita. Difficile tornare a quei tempi. Ma intanto, nel suo piccolo, sembra che la riforma di Giuseppe Valditara abbia sortito qualche effetto. Lo ha confermato a Skuola.net la professoressa Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi del Lazio e anche presidente di una commissione d’esame. La quale ha riferito che le nuove modalità, con l’eliminazione dell’”approccio interdisciplinare” a tutti i costi, stanno avendo “un riscontro assolutamente positivo”, permettendo agli studenti migliori di “dimostrare anche quanto hanno studiato e quanto si sono preparati”.
Se l’obiettivo era una scuola del merito, pare che almeno in questo ambito esso sia stato raggiunto: valorizzare i più bravi, che non devono sentirsi i padroni del mondo ma nemmeno vergognarsi delle loro doti ed essere indotti a diventare pecorelle di un gregge. A proposito di capre: quelle, furbette, che l’anno scorso avevano imbastito le ridicole proteste contro i voti degli scritti, a colpi di scene mute, sono sparite. Non dire una parola davanti alla commissione ora comporta la bocciatura. E in un batter d’occhio, la coscienza civile che aveva affollato i soliti editoriali giovanilisti dei giornalisti progressisti è evaporata. Bene così: quando si viene messi di fronte all’evidenza per cui ogni azione ha una conseguenza, diventa più facile distinguere le battaglie etiche dai capricci. Beninteso: rimane tanta strada, in una scuola in cui ancora girano teppisti con i coltelli e le pistole ad aria compressa, in cui si possono picchiare docenti che trovano educativo incassare le botte senza denunciare. Se non altro, si fanno dei passi avanti. Niente miracoli, eh, ma ve lo ricordate quando ci toccava discutere dei banchi a rotelle?
Il Barista, 1° luglio 2026
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