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Finisce male per Lucano: decaduto da sindaco di Riace

I giudici del Tribunale di Locri hanno applicato la legge Severino sulla decadenza. Il sindaco dei migranti resta fuori dal Municipio

Mimmo Lucano decaduto da sindaco di Riace Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Il Tribunale di Locri ha messo un punto fermo sulla vicenda di Mimmo Lucano, dichiarandone la decadenza dalla carica di sindaco di Riace in virtù della legge Severino. La condanna definitiva a 18 mesi per falso in atto pubblico, benché non riguardi reati gravi come associazione a delinquere o truffa (di cui Lucano è stato accusato), è stata considerata sufficiente per applicare l’incandidabilità e la decadenza da cariche elettive. Un provvedimento che smentisce definitivamente la resistenza politica e istituzionale che per mesi ha cercato di mantenerlo in sella, alimentando divisioni e tensioni nella comunità locale.

Termina così, almeno momentaneamente, l’avventura del “sindaco dell’accoglienza”, oggi eurodeputato, che ha però dichiarato di ricorrere in appello. L’inchiesta “Xenia” mise in luce torbide irregolarità nella gestione dei fondi destinati ai migranti da parte del Comune di Riace, con accuse di abuso d’ufficio, truffa e falso. Le scelte del sindaco, più che un esempio di civiltà, sollevarono dubbi sulla trasparenza e sulla correttezza delle procedure amministrative.

La Ripartenza

Alla fine la retorica della “buona accoglienza” non ha potuto mascherare un sistema che si è rivelato vulnerabile a pratiche discutibili e potenziali favoritismi. Difatti, la sentenza di primo grado, con una pesante condanna a oltre 13 anni, sembrava segnare una presa di posizione netta della giustizia e, nonostante l’appello abbia ridimensionato drasticamente le accuse lasciando in piedi solo la condanna per falso in atto pubblico, resta evidente un quadro giudiziario compromesso.

Tuttavia l’eurodeputato, non pago, ha prontamente annunciato battaglia: “Presenteremo appello contro questa sentenza che reputo ingiusta perché ritengo che, nel mio caso, la legge Severino non era applicabile. Resterò sindaco, comunque, fino a quando la mia condanna non sarà definitiva. La resistenza continua”.

Alessandro Bonelli, 1° luglio 2025

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