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Covid e vaccini

Florida, Danimarca, Germania: quei dubbi sui vaccini ai giovani

Lo Stato Usa blocca l’immunizzazione degli under 40. In Danimarca booster solo agli over 50

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Mentre in Italia i Burioni di turno continuano ad imperversare, raccontandoci la favola di un virus che manderebbe chiunque in ospedale senza vaccini, alla spicciolata alcuni Paesi occidentali cominciano a prendere le distanze dai sempre più contestati sieri anti-Covid. È di questi giorni la dura presa di posizione della Florida la quale, primo Stato degli Usa, ha ufficialmente sconsigliato di vaccinare gli under 39. Simile indicazione era stata espressa in precedenza dalla Danimarca, che ormai offre il booster solo agli over 50, non proprio l’ultima arrivata sul piano della scienza medica.

Dubbi sui vaccini anche in Germania

Secondo Die Welt, importante quotidiano conservatore tedesco, in Germania si sta creando una forte convergenza da parte di numerosi virologi, epidemiologi e farmacologi onde richiedere al governo una revisione indipendente degli studi che hanno condotto all’approvazione dei vaccini mRNA di Pfizer e Moderna. Tutto ciò, vorrei ricordare, sembrerebbe aggiungere ulteriori conferme ai dubbi, sostenuti da una copiosa messe di studi a riguardo, più volte espressi, tra i tanti, dal compianto Nobel Luc Montagnier, dal nostro Giulio Tarro – trattato dai media con ultra ottantenne rincitrullito – e dal professor Mariano Bizzarri, autore di un testo che spiega nel dettaglio la genesi dei medesimi vaccini, che quest’ultimo considera delle vere e proprie terapie geniche.

La campagna vaccinale

In particolare, il caso della Florida potrebbe rappresentare un primo passo verso l’uscita da un dogma vaccinale che soprattutto in Italia ha completamente oscurato il principio cardine di tutti gli interventi di natura sanitaria: quello che tiene conto del rapporto tra rischi e i benefici. Un dogma il quale, fondato sulla lotta ad un virus a bassa letalità e che, come dichiarò il professor Bernabei, a suo tempo membro del Cts e attuale medico del Papa, colpisce in modo severo persone molto anziane e i portatori di gravi patologie multiple, ancora oggi spinge le nostre principali organizzazioni sanitarie a battersi per il proseguimento ad oltranza della vaccinazione di massa. Tant’è che persino la Società italiana di pediatria vorrebbe sottoporre al vaccino tutti i bambini a partire dai 6 mesi di età.

Perché la Florida dice no

Ma non è affatto di questo avviso il chirurgo generale dello Stato della Florida, Dr. Joseph A. Ladapo, il quale ha annunciato nuove linee guida per quanto riguarda i vaccini a mRNA. Il Dipartimento della Salute della Florida ha condotto una ricerca su una serie di casi con esiti piuttosto preoccupanti. Sembra, infatti, che vi sia stato un aumento dell’84% dell’incidenza relativa di morte cardiaca tra i maschi di 18-39 anni entro 28 giorni successivi alla vaccinazione con ImRNA. Ciò dimostrerebbe che con un alto livello di immunità globale al Covid-19, il beneficio della vaccinazione è probabilmente superato da questo rischio anormalmente elevato di morte cardiaca tra gli uomini di questa fascia di età. Inoltre, viene poi specificato, con i vaccini tradizionali questi rischi sarebbero decisamente minori.

Tutto questo porta il Dr. Ladapo a concludere che “molta meno attenzione è stata prestata alla sicurezza degli stessi vaccini e le preoccupazioni di molte persone sono state respinte: si tratta di risultati importanti che dovrebbero essere comunicati ai cittadini della Florida”. In Italia al contrario, malgrado l’esperienza di quasi tre anni di pandemia, si continua con la solita narrazione di un virus letale come la peste e che senza vaccino, unitamente all’ingombrante armamentario a base di mascherine e gel sanificante, la nostra salute sarebbe costantemente in pericolo. Ma per nostra fortuna sembra che una crescente parte del mondo esterno voglia realmente voltare pagina, uscendo definitivamente da una follia virale senza precedenti e che, come dimostra la crisi energetica in atto, ha fortemente indebolito i sistemi che hanno voluto seguire, almeno in parte, la linea cinese anti-Covid adottata dall’Italia di Speranza & company.

Claudio Romiti