
Eccoli, gli “attivisti per la pace”. Con la kefiah al collo, lo sguardo sorridente e, nel caso di Wael Nawar, perfino in posa con uno dei capi di Hamas. Altro che umanitarismo, qui siamo alla propaganda spinta. L’immagine, pubblicata dal Daily Mail, lascia poco spazio ai fraintendimenti: accanto a lui, l’emblema dell’organizzazione terroristica che ha scatenato l’inferno in Israele il 7 ottobre scorso. Ma in realtà non si tratta di una grande novità: ve ne avevamo parlato, il report della vergogna pro-Hamas contiene anche il nome di Nawar, così come quelli di altri attivisti pro Pal amici di Greta Thunberg pronti a sfidare Israele per arrivare a Gaza.
1/ Daily Mail: Gaza Flotilla Activist Poses with Hamas Chief
A report by The Mail on Sunday reveals that Wael Nawar, spokesman for Greta Thunberg’s Global Sumud Flotilla, posed with Youssef Hamdan, head of Hamas’s North African operations, just weeks before the flotilla set… pic.twitter.com/rSNDMAAe6D
— ME24 – Middle East 24 (@MiddleEast_24) September 7, 2025
Chi è Wael Nawar? Un nome che suona familiare nel mondo dell’attivismo pro-Palestina, ma che ora rischia di gettare più di un’ombra sull’intera iniziativa della Global Sumud Flotilla, quella bella trovata ideologica presentata come una missione umanitaria a guida Thunberg & amici. Già, perché Nawar non è uno qualunque: è un membro del comitato direttivo della cosiddetta “flottiglia della libertà” – e secondo il quotidiano britannico è anche “portavoce” dell’operazione. E quella foto lo ritrae chiaramente accanto a Youssef Hamdan, nientemeno che il responsabile delle operazioni di Hamas in Nord Africa, durante un incontro tenutosi a giugno nella sede centrale dell’organizzazione in Algeria. Non esattamente un convegno per la pace nel Mediterraneo.
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La sinistra italiana, nel frattempo, si mostra entusiasta dell’iniziativa. Qualcuno l’ha perfino finanziata. Magari senza guardare troppo a chi ci fosse davvero dietro, magari sì. Ma in ogni caso – come sempre – zitti e allineati. Sul sito ufficiale della Global Sumud Flotilla, Nawar compare fianco a fianco con Greta Thunberg e altri 11 attivisti. Di lui si legge che “è un attivista politico di sinistra e un sostenitore da sempre della giustizia e della liberazione. È stato segretario generale dell’Unione generale degli studenti tunisini e ha co-fondato il Coordinamento dell’azione comune per la Palestina. Ex prigioniero politico, è stato ferito durante la rivoluzione tunisina e da allora è rimasto profondamente impegnato nelle mobilitazioni di base. È stato anche coordinatore e portavoce del convoglio Sumud per rompere l’assedio a Gaza”. Parole nobili, certo. Ma il punto è un altro: con chi si fanno le battaglie, e soprattutto quali battaglie si combattono davvero.
E attenzione: non è solo Nawar a sollevare dubbi. Altri due membri dello stesso comitato direttivo – secondo il Mail – avrebbero avuto incontri con Hamdan e avrebbero presenziato ai funerali del leader di Hezbollah Hassan Nasrallah, svoltisi a Beirut nel febbraio scorso. Altro che “attivisti”, qui siamo in pieno cortocircuito ideologico: da una parte si parla di “pace”, dall’altra si inneggia a gruppi armati con un curriculum tutt’altro che pacifico. Alcune recenti inchieste avevano già messo in luce i legami non troppo nascosti tra certi movimenti pro-Gaza e ambienti vicini ad Hamas. Ora arriva un’altra conferma, questa volta con tanto di fotografie e nomi.
Ma guai a parlarne, eh. Si rischia di finire subito etichettati come “islamofobi” o “nemici dei diritti umani”. Meglio allora far finta di nulla, applaudire Greta e compagnia e ma
Franco Lodige, 8 settembre 2025
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