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Follia Boldrini: vietato dire “buongiorno a tutti” - Seconda parte

L’ex presidente della Camera racconta di aver sgridato un medico “sessista” in ospedale

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A qualcuno potrebbe venire il sospetto che, in soldoni, Laura Boldrini sia niente altro che una miracolata della politica, inventata dal compagno in cashemere Fausto Bertinotti, impancata dal postcomunismo a sinistra della sede centrale, intestataria di una filiale, Liberi e Uguali, che nessuno ha mai capito se ci fosse, cosa fosse, a che servisse, e che, dopo essersi liquefatta per esaurimento della ragione sociale e dei 4 gatti che, forse, eventualmente, la votavano, è rifluita nel corpaccione originario. Difatti madama B, se non andiamo errati, oggi è retropiddina in scioltezza. Cosa abbia mai combinato di rilevante in politica, qualcuno ce lo spiegasse al netto di gaffe, uscite di involontario umorismo, sorrisini tirati tipici di chi tende a una simpatia umana che non ha.

Quanto a noi, che siamo maschi e quindi schifosi a prescindere, anzi a priori in senso kantiano, fossimo stati nel professore gentile, Alessandro Gasbarrini, che salutava “buongiorno a tutti” non pensando di commettere un crimine contro l’umanità, ci saremmo immediatamente trasformati nell’arcigno professor Alceo Sassaroli in un coacervo di terapia (tapioca) per tutti i suoi futuri “amici miei”: primo, per la paziente B un severo regime alimentare, e via subito quel sigaro; secondo, essendo lei credente, ma sia chiaro da pari a pari con Dia: avvertite don Ulrico; terzo, tre somministrazioni di Afasol, da un’ora l’una. Subito!
Così poi vediamo se ha ancora voglia di concionare.

Max Del Papa, 15 aprile 2022