Mercoledì 9 luglio 2025, la sede del Rassemblement National (RN), situata al 114 bis, rue Michel-Ange a Parigi, è stata perquisita a partire dalle 8:50. L’operazione è stata guidata da circa venti agenti della polizia finanziaria, supportati da due giudici istruttori. Durante la perquisizione, condotta anche negli uffici dei dirigenti del partito, sono stati confiscati documenti, mail e tutta la contabilità relativa alle campagne elettorali più recenti.
Il presidente del partito, Jordan Bardella, ha definito la perquisizione un’“operazione spettacolare e inedita”, accusando una persecuzione politica. Bardella ha dichiarato che mai nessun partito d’opposizione ha subito una simile pressione sotto la Quinta Repubblica francese. “Tutti i documenti sono ora in mano alla giustizia, ma non ci è chiaro quali siano i capi di accusa”, ha aggiunto Bardella.
Indagine sui finanziamenti elettorali del RN
La perquisizione si inserisce in un’indagine aperta nel luglio 2024, a seguito di una segnalazione della Commission Nationale des Comptes de Campagne et des Financements Politiques (CNCCFP). L’inchiesta mira a chiarire il ruolo di prestiti concessi da privati per finanziare le campagne elettorali del partito, comprese le presidenziali del 2022 e le europee del 2024. Secondo il CNCCFP, il RN risulterebbe il partito che più ha utilizzato questi prestiti, arrivando a dover restituire oltre 20 milioni di euro accumulati dai propri sostenitori.
La procura francese ha spiegato che le indagini dovrebbero “consentire di stabilire se queste campagne siano state finanziate in particolare attraverso prestiti illeciti da parte di individui a vantaggio del partito o dei candidati del Raggruppamento Nazionale, nonché attraverso addebiti eccessivi di servizi o fatture di servizi fittizi che sono stati poi inclusi nelle richieste di rimborso forfettario da parte dello Stato per le spese della campagna”.
Paralleli con altre indagini europee
Proprio il giorno prima, l’8 luglio 2025, la Procura Europea veva annunciato l’apertura di un’indagine su alcune irregolarità finanziarie legate alla famiglia politica del Rassemblement National presso il Parlamento Europeo. Tuttavia, questa nuova perquisizione sembra non essere direttamente collegata a quella inchiesta. Rimane però un clima di attenzione elevata sulle finanze e le attività del partito guidato da Bardella.
Reazioni all’interno e fuori dal partito
Diversi esponenti del partito hanno espresso indignazione per quanto avvenuto. Jean-Philippe Tanguy, presidente del gruppo RN all’Assemblea Nazionale, ha accusato le istituzioni di essere corrotte, definendo l’operazione un attacco per mantenere il potere politico. Anche Laurent Jacobelli, portavoce del partito, ha suggerito che l’obiettivo delle autorità sia di ottenere informazioni sulle strategie politiche future del RN. “Nel nostro Paese, la persecuzione è all’ordine del giorno. Abbiamo pienamente rispettato la legge. Non abbiamo nulla di cui rimproverarci, abbiamo condotto queste campagne nel pieno rispetto della legge “, ha spiegato l’ex tesoriere del RN e membro della segreteria nazionale del partito, Wallerand de Saint-Just.
“Nessuna banca francese ha voluto prestare denaro al Rassemblement National per finanziare le sue campagne elettorali, quindi è ancora improbabile accusare il Rassemblement National di autofinanziarsi e di avere prestiti perfettamente legali, regolati da contratti di prestito, tutti rimborsati da un conto elettorale convalidato e di cui la Commissione nazionale dei conti elettorali ha già tutte le informazioni “, ha detto Bardella irritato. “Credo che questa perquisizione per questo motivo sia in realtà un pretesto per sequestrare tutti i documenti interni dai nostri computer, per perquisire il mio ufficio”. Per Bardella si tratta di una vera e propria
Ricordiamo che i prestiti da privati sono legali, anche se sotto precise condizioni e limiti. Tra il 2021 e il 2023, il RN ne avrebbe sfruttati oltre 1100. Il presidente della CNCCFP, Christian Charpy, aveva già avvertito che il mancato rimborso di tali somme potrebbe configurare donazioni non dichiarate, violando il codice elettorale.
Assedio al RN
Per il RN, questa è solo l’ultima di una serie di difficoltà legali. Lo scorso marzo, la leader storica del partito Marine Le Pen era stata condannata per appropriazione indebita di fondi europei. Con l’appello ancora in corso, la sentenza potrebbe impedirle di candidarsi nelle elezioni presidenziali del 2027, lasciando spazio a Jordan Bardella come possibile successore nella corsa all’Eliseo.
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