Il 19 ottobre 2025, quattro uomini hanno messo a segno uno spettacolare furto al Museo del Louvre di Parigi, trafugando otto gioielli della Corona francese. L’azione, che ha lasciato i visitatori sotto choc, è stata compiuta in soli sette minuti nella Galleria d’Apollon, una delle aree più prestigiose del museo. Tra i pezzi trafugati ci sono un collier di smeraldi, un diadema dell’imperatrice Eugenia e una spilla reliquia, per un valore stimato intorno agli 88 milioni di euro.
L’operazione dei ladri e le tracce lasciate
I malviventi, travestiti da operai con gilet fluorescenti, si sono avvalsi di un montacarichi per arrampicarsi fino a una finestra della galleria, forzandola con strumenti da taglio. Dopo aver infranto le due teche che custodivano i gioielli, sono scappati in scooter. Secondo quanto dichiarato dal Ministero della Cultura, uno dei ladri avrebbe cercato di incendiare il montacarichi per nascondere le tracce, ma ha invece lasciato numerosi indizi, tra cui impronte e indumenti. Durante la fuga, è stata recuperata all’esterno una corona danneggiata, appartenente all’imperatrice Eugenia, parte del bottino complessivo.
Polemiche sulla sicurezza del Louvre
Il furto ha scatenato dure critiche verso i sistemi di sicurezza. La ministra della Cultura, Rachida Dati, ha confermato che gli allarmi interni hanno funzionato e che il personale del museo è intervenuto rapidamente per proteggere i visitatori, ma non è servito a fermare i ladri. La direttrice del Louvre, Laurence des Cars, ha dichiarato che le condizioni di sicurezza erano notevolmente obsolete e che l’assenza di un sistema esterno adeguato è stato un grave errore. Nel 2022, già si parlava della necessità di aggiornare le misure di protezione del museo.
Un furto premeditato e i rischi per il patrimonio
I gioielli, di inestimabile valore patrimoniale, sono pezzi unici e difficilmente vendibili sul mercato, facendo ipotizzare che il furto sia stato commissionato. Tra i rischi c’è la possibilità che vengano smontati e fusi per trarne guadagno dalle singole pietre e metalli, anche se non raggiungerebbero mai il valore complessivo originale. Secondo il procuratore di Parigi, Laure Beccuau, un’azione del genere causerebbe un danno irreparabile al patrimonio culturale francese.
Il Louvre ha riaperto il 22 ottobre, ma la Galleria d’Apollon è rimasta chiusa per le indagini. Nonostante la tragedia, il pubblico ha comunque assaltato il museo per fotografare il portone della galleria, ora coperto da un paravento grigio. La direttrice des Cars ha spiegato di aver chiesto un commissariato di polizia interno per garantire maggior protezione, mentre il ministro dell’Interno, Nunez, si è detto fiducioso nel trovare i responsabili grazie alle impronte rilevate sul luogo del furto.
L’eco mediatica e il caso “Lupin”
Questa vicenda ha trovato ampio spazio anche sui social media e nella cultura popolare, con numerosi paralleli tra il furto reale e la trama della serie Netflix “Lupin”, dove un protagonista ruba un gioiello nello stesso museo. Sebbene l’ironia sui social sia palpabile, il danno al patrimonio storico e culturale resta una ferita profonda per la Francia e per uno dei suoi simboli più importanti.
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