
Nella mattinata di oggi, 9 giugno 2025, i carabinieri del Ris sono tornati nella villetta di via Pascoli a Garlasco, scenario dell’omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007. Gli investigatori, incaricati dalla Procura di Pavia, stanno eseguendo rilievi con laser scanner e droni per riprodurre in 3D l’interno e l’esterno della casa. L’obiettivo principale è ricostruire la scena del crimine, esaminando in particolare le traiettorie delle tracce di sangue e cercando di comprendere meglio la dinamica degli eventi di quel giorno.
Un’operazione pianificata
Le attività condotte dai Ris non sono state un improvviso sopralluogo. Il decreto di ispezione è stato pianificato dalla Procura di Pavia e notificato con anticipo alle parti coinvolte. Francesco Compagna, uno dei legali della famiglia Poggi, ha confermato che l’accertamento era stato loro comunicato e descritto come un’ispezione della Procura. Ha spiegato: “I carabinieri effettueranno misurazioni e rilevazioni per ricostruire la scena del crimine, comprese le traiettorie delle tracce di sangue”.
La disponibilità della famiglia Poggi non nasconde però l’irritazione per la “pubblicità” che è stata data all’ispezione. “Anche questa mattina, come sempre in passato, i genitori di Chiara hanno aperto le porte della loro casa agli inquirenti, come era stato loro richiesto per le vie brevi – si legge in una nota -. Ancora una volta sono rimasti amaramente sorpresi nel riscontrare che il relativo decreto di ispezione era stato reso immediatamente disponibile alla stampa e non a loro, quali persone offese dal reato, in un contesto nel quale la Procura di Pavia si era formalmente impegnata a garantire la riservatezza della verifica investigativa. Al momento non sappiamo quale sia lo scopo di queste ulteriori verifiche che sembrerebbero sovrapporsi agli accertamenti già compiuti in sede peritale nel contraddittorio tra le parti nel procedimento a carico di Alberto Stasi”.
Nel provvedimento di ispezione, scrive il Corriere, la Procura di Pavia fa sapere che intende “accertare le tracce e gli effetti materiali del reato” procedendo “a ispezione” ed “effettuando misurazioni con l’utilizzo di apposita strumentazione tecnica”. I Ris faranno anche “rilievi fotografici dei luoghi” e “ove necessario la Polizia Giudiziaria procederà alla rimozione di eventuali barriere architettoniche che dovessero impedire l’accesso all’immobile”.
Presenza delle parti coinvolte
Nel corso delle indagini odierne erano presenti anche i legali di Andrea Sempio, unico indagato nel nuovo filone d’indagine sulla vicenda. L’avvocata Angela Taccia, sua difensora, ha preso parte alle operazioni, mentre Massimo Lovati, altro legale di Sempio, ha dichiarato: “Non ho idea di cosa stiano facendo o cercando, non si capisce nulla”. La famiglia Poggi, invece, segue gli sviluppi attraverso i propri rappresentanti legali.
Uso di tecnologie avanzate nelle indagini
Per questa nuova fase investigativa, gli inquirenti stanno impiegando tecnologie all’avanguardia desiderose di aggiungere nuove informazioni al caso. Laser scanner e droni permettono di creare rappresentazioni tridimensionali precise della casa e del luogo del delitto. Questo tipo di strumenti consente una verifica dettagliata della posizione di oggetti, tracce ematiche e possibili traiettorie, permettendo un’analisi più accurata rispetto alle metodologie del passato. Inoltre, grazie ai modelli 3D risultanti, saranno possibili simulazioni della dinamica del delitto che potrebbero rafforzare o confutare le ipotesi esistenti.
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A 18 anni dall’omicidio, il caso di Chiara Poggi continua a mantenere alta l’attenzione pubblica. La decisione di effettuare nuovi rilievi si affianca al maxi incidente probatorio previsto per il 17 giugno. Questa fase, sempre sotto il coordinamento della Procura di Pavia, cerca di rispondere a domande e dettagli ancora irrisolti. Tra le nuove proposte avanzate c’è quella di estendere i prelievi di DNA a una lista più ampia di persone legate al caso, come periti, consulenti e anche carabinieri che avevano manipolato in passato i reperti.
Andrea Sempio risulta al momento l’unico indagato nel nuovo filone di indagine. Alberto Stasi, fidanzato di Chiara all’epoca, è stato invece condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione.
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