Nel corso della puntata di giovedì della “Vita in diretta”, in onda su Rai1, il conduttore Alberto Matano, commentando il quasi certo proscioglimento dell’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, ha sostenuto che ciò indebolisce di fatto l’accusa nei riguardi di Andrea Sempio.
A tale proposito, vorrei sommessamente ricordare, la nuova indagine sull’efferato omicidio di Chiara Poggi scaturisce dalla complessa e articolata inchiesta – Clean,Clean 2 e Clean 3 – su un presunto sistema di corruzione, peculato e turbativa d’asta radicato nella società pavese, condotta dalla Procura di Pavia a partire dal 2025.
Ebbene, “inciampando” su alcune anomalie rilevate sulle carte dell’indagine del 2016/17 sempre a carico di Andrea Sempio, unitamente ad alcune incongruenze in merito alla indagine del 2007 sottolineate dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di Milano, la stessa Procura di Pavia si è risolta ad aprire un fascicolo nei confronti di Sempio.
Ora, checché ne dica il buon Matano, l’eventuale proscioglimento di Venditti non sposta di una virgola la questione delle citate anomalie, chiamando in causa altri personaggi che con molta probabilità, una volta che il fascicolo sarà tornato a Pavia – attualmente è competente Brescia in quanto l’indagato svolgeva il suo ruolo di magistrato a Pavia – verranno a loro volta indagati.
Difatti sul tappeto ci sono ancora molte cose piuttosto sospette che potrebbero confermare un anomalo passaggio di quattrini – si parla di una cifra tra i 45 e i 50mila euro – tra la famiglia Sempio e qualche soggetto in grado di favorire una rapida chiusura dell’indagine del 2016/17. Se ne è parlato a lungo, sempre nella giornata di giovedì scorso e sempre su Rai 1, durante Storie italiane.
La conduttrice Eleonora Daniele, in particolare, ha mandato in onda alcune tabelle piuttosto imbarazzanti, nelle quali da una parte c’era la trascrizione di alcune intercettazioni della prima inchiesta su Sempio e dall’altra la trascrizione rielaborata dagli attuali inquirenti. Il risultato è stato il seguente: parecchie delle frasi captate che gli inquirenti di oggi considerano assai rilevanti sul piano investigativo, all’epoca chi realizzò la stesura della trascrizione le stralciò definendole incomprensibili o addirittura non attinenti al caso.
In un altro confronto evidenziato con una certa enfasi dalla conduttrice, una intera frase trascritta risulta completamente stravolta nel significato, in cui alcuni termini sembrano diversi da ciò che emergerebbe dal relativo audio, rispetto al testo evidenziato nella nuova indagine.
Inoltre, sembra che i militi che si sono occupati delle citate intercettazioni, e che hanno redatto la relazione finale che accompagnò la chiusura della prima indagine su Sempio, non avessero nessuna conoscenza delle carte relative alle indagini che portarono alla condanna di Alberto Stasi. Ennesima stranezza di una caso giudiziario pieno di buchi, di anomalie e di parecchie sospette omissioni.
Insomma, al di là di ciò che il futuro prossimo riserverà ad Andrea Sempio, sta di fatto che in questa oscura vicenda ci sono un buon numero di personaggi coinvolti in vari modi che dovranno spiegare un po’ di cose a chi di dovere.
Claudio Romiti, 5 giugno 2026
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