Garlasco, la pupilla della Bruzzone non si ferma

Scontro mediatico e legale sul caso Stasi: tra esposti, accuse e tensioni in TV, si accende la battaglia sulla revisione della condanna

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Garlasco la pupilla della Bruzzone non si ferma

Dopo l’incresciosa vicenda degli audio registrati di nascosto e depositati in un esposto presso la Procura di Milano, si sperava che per riprendersi da questo dissennato ed autolesionistico tentativo di delegittimare l’avvocato Antonio De Rensis e l’ampio fronte di giornalisti e di semplici cittadini che da tempo credono nell’innocenza di Alberto Stasi, i suoi artefici facessero un prudenziale passo indietro, evitando di alimentare una polemica che non sposterà di una virgola l’andamento della nuova indagine, insieme alla sempre più prevedibile revisione per la condanna del “Biondino dagli occhi di ghiaccio”.

E invece la giornalista Chiara Ingrosso, pupilla di Roberta Bruzzone, tanto da essere assistita dallo storico studio legale della popolare criminologa, ha rilanciato la posta, attaccando in prima persona anche Milo Infante, conduttore di Ore14, in onda su Rai2.

Ne ha dato notizia lo stesso giornalista durante l’ultima puntata di Ore14 Sera, il quale, leggendo in diretta alcuni fogli che gli sono stati appena consegnati, ha così informato gli ospiti e i telespettatori, premettendo che si tratterebbe “di una sorta di segnalazione nell’interesse e a tutela dell’onore della persona Chiara Ingrosso”.  Una segnalazione, ha poi specificato Infante, “che è stata mandata alla vigilanza Rai, alla Rai, a Paolo Corsini che è direttore dell’approfondimento e all’amministratore delegato Rai.” Infine, saltando ogni altro preambolo, Infante spiega che “la segnalazione si conclude con la richiesta rivolta alla Commissione Vigilanza di prendere provvedimenti e diffidare Infante dal porre in essere altre condotte negative e permettere che la dottoressa Ingrosso venga screditata e delegittimata con allusioni di natura sessualizzante che esulano dalla sua dignità professionale e dal suo operato. La giornalista si riserva ogni azione civile e penale”.

Durissima la replica del conduttore, che sembra voler mandare un messaggio esplicito a chi sta da tempo sponsorizzando questi maldestri tentativi di inquinare i pozzi della citata nuova indagine: “La Commissione Vigilanza non interviene direttamente sui giornalisti, noi rispondiamo a un direttore e a un’azienda quando si sbaglia. E’ la prima volta che mi capita di leggere una richiesta di intervento alla Commissione di Vigilanza su un giornalista”.

A firmare il documento è un avvocato che, sottolinea Infante, era vicino in passato a un ospite televisivo che un paio di mesi fa ha anticipato un esposto di cui non era pienamente a conoscenza dove si portavano avanti accuse importanti. “Si parlava di calunnia, condizionamento nei confronti degli investigatori, poi corretti nelle settimane, tali da condizionare severamente l’operato degli investigatori”.

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Ovviamente l’ospite televisivo a cui fa riferimento il giornalista Milanese non può che essere la stessa Roberta Bruzzone, che con lo scomposto tentativo di fermare con le mani il vento di verità che sta spazzando via una sentenza di condanna piena di buchi, ad esser buoni, si sta giocando ciò che resta della sua reputazione da criminologa.

Come dice uno dei protagonisti a Ryan Gosling, che interpreta alla perfezione un ambizioso avvocato, nel magnifico film Il Caso Thomas Crawford, “quando è finita è finita”. Tant’è che tantissimi italiani sono oramai certi che per Alberto Stasi la pena sia veramente finita, malgrado si cerchi maldestramente di farlo restare in carcere a colpi di carte bollate. “No pasaràn”!

Claudio Romiti, 4 maggio 2026

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