Cronaca

Garlasco, l’oracola Bruzzone ha sempre la verità in tasca

Per la criminologa non ci sono dubbi: l’unico colpevole è, e sempre sarà, Alberto Stasi

Roberta Bruzzone e Alberto Stasi per il caso Garlasco Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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A memoria, mi sembra che la criminologa star Roberta Bruzzone, in merito ai casi più clamorosi degli ultimi 20 anni, abbia espresso forti dubbi circa la condanna di Olindo Romano e Rosa Bazzi per la strage di Erba. Per il resto, ogniqualvolta mi capita la disavventura di leggere o ascoltare i suoi “illuminanti” interventi, mi sembra che il suo pensiero coincida perfettamente con quello di chi ha inflitto sonore condanne ai vari malcapitati.

Tant’è che sul caso di Garlasco, tornato prepotentemente sugli altari della cronaca giudiziaria, la nostra eroina non ha alcun dubbio: l’unico colpevole è e sempre sarà Alberto Stasi. Lo spiega chiaramente in una intervista rilasciata a Fanpage.it, con un intervento che non lascia adito a dubbi: “Alberto Stasi è l’autore dell’omicidio di Chiara Poggi. Io francamente non riesco a trovare un’ipotesi alternativa verosimile. E quello che è emerso finora su Andrea Sempio non mi convince affatto. I dati emersi nelle ultime settimane non mi sembrano in grado di stravolgere un giudizio che già si è consolidato con la sentenza della Corte di Cassazione. Per me è sorprendente che un’inchiesta venga riaperta alla luce di questi elementi”.

E già, un giudizio che si è consolidato dopo la mostruosità di ben cinque processi, di cui i primi due conclusi con l’assoluzione dell’imputato. Tutto questo a fronte di un impianto accusatorio basato su indizi che definire labili è anche poco. Come, ad esempio, la storia surreale del bicicletta di Stasi, il quale avrebbe scambiato i pedali della sua Umberto Dei con quelli della bici del padre. Un indizio che venne smentito addirittura dal Pubblico ministero, sulla base di una accurata perizia, nel corso del processo d’Appello Bis, ma che venne incredibilmente inserita nel dispositivo di condanna, malgrado la bicicletta indicata da alcuni testimoni fosse nera e da donna, mentre quella di Stasi era rossa e da uomo. Senza poi considerare che non esiste uno straccio di prova che stabilisca che la medesima bicicletta riferita dai testimoni fosse quella dell’assassino della povera Chiara Poggi.

Tant’è che la stessa Bruzzone, in un duro confronto con l’avvocato di Stasi, Antonio De Rensis, trasmesso su Rai2, ha indicato questo presunto scambio di pedali come una delle cose che avrebbero incastrato il suo cliente. Eppure tutto ciò, unito ad altri indizi molto suggestivi che non furono presi in considerazione dai giudici che assolsero per due volte il colpevole designato dalla stampa, non scalfisce minimamente le granitiche convinzioni della criminologa. E se questa vicenda, che a molti di noi appare come uno dei più conclamati errori giudiziari del terzo millennio, non riesce ad insinuare un qualche dubbio nella mente della Bruzzone, allora il suo appare veramente come un caso senza speranza.

Claudio Romiti, 8 giugno 2025

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