Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, è stato convocato dalla Procura di Pavia per un nuovo interrogatorio. L’appuntamento è stato fissato per il 6 maggio 2026. La convocazione rappresenta l’ultimo atto istruttorio prima della chiusura ufficiale delle indagini sul caso. I pm intendono chiarire alcuni aspetti evidenziati durante le fasi dell’inchiesta, anche se i dettagli sulle domande previste rimangono riservati.
L’ultima convocazione risale a un anno fa, quando però Sempio – sfruttando un errore formale della Procura – non si presentò. Ora i suoi difensori Angela Taccia e Liborio Cataliotti potrebbero invitarlo ad andare, anche solo per conoscere gli elementi accumulati sul suo conto dalla Procura di Pavia e dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. “Stiamo valutando i passi più opportuni per la nostra strategia difensiva tenendo conto che per la seconda volta, dall’inizio dell’inchiesta, viene convocato Sempio, ma senza che gli atti delle indagini siano stati depositati“, ha detto la Taccia. L’indagato ha comunque il diritto di non presentarsi e non rispondere alle domande, rimandando l’interrogatorio a dopo la chiusura delle indagini.
La novità però è contenuta nell’invito a comparire consegnato a Sempio. Qui la Procura lo indica come unico indagato dell’omicidio di Chiara Poggi, modificando il capo di imputazione in “omicidio volontario” eliminando la parte in cui l’amico del fratello di Chiara Poggi era accusato “in concorso con altri ignoti o con Alberto Stasi”. Si tratta di una novità. In una prima fase, infatti, la Procura pavese aveva ipotizzato che ad uccidere Chiara fosse stato Sempio con altri ignoti o con Stasi. Ma le consulenze disposte dagli stessi titolari dell’indagine hanno ribadito che ad agire – il 13 agosto del 2007 – è stata una sola persona.
Ad oggi Stasi, ex fidanzato di Chiara, è stato condannato in via definitiva per l’omicidio. Andrea Sempio, invece, era un amico del fratello di Chiara Poggi. Benché sia già stato indagato e poi archiviato due volte, nuove analisi scientifiche e prove biologiche, tra cui una traccia di DNA su un materiale rinvenuto sulla scena del crimine, hanno portato alla riapertura del caso provocando ulteriori approfondimenti sulla sua posizione.
Nei giorni scorsi il pm Napoleone è andato dalla procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, per perorare la causa della riapertura della revisione della condanna ai danni di Stasi. Ma i due procedimenti, qualora dovessero aprirsi, correrebbero paralleli.
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


