Cronaca

Garlasco, tegola per Stasi: “Dovete togliergli la semilibertà”

La Procura Generale di Milano presenta ricorso in Cassazione: "Intervista alle Iene non autorizzata"

Alberto Stasi (2)
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La Procura generale di Milano ha presentato ricorso in Cassazione per chiedere la revoca della semilibertà concessa ad Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi. La decisione del Tribunale di sorveglianza, risalente all’11 aprile 2025, aveva permesso a Stasi di trascorrere parte delle sue giornate fuori dal carcere di Bollate, con il rientro serale. Secondo la Procura, questa misura è stata erroneamente valutata.

Il ricorso si basa su un episodio specifico avvenuto il 22 marzo 2025, durante un permesso premio concesso per motivi familiari. In quella data, Stasi ha rilasciato un’intervista al programma televisivo “Le Iene“, poi andata in onda il 30 marzo. Secondo la Procura, Stasi avrebbe violato le regole penitenziarie non richiedendo l’autorizzazione necessaria per l’intervista. Questa mancata richiesta, sempre per la Procura, avrebbe dovuto influire negativamente sul giudizio di concessione della semilibertà.

Le posizioni della difesa e del carcere

La difesa di Alberto Stasi, rappresentata dall’avvocata Giada Bocellari, si è dichiarata fiduciosa. “Tutto è stato già ampiamente chiarito sia dal carcere che anche dal Tribunale di sorveglianza”, ha affermato. Anche Giorgio Leggieri, direttore del carcere di Bollate, ha espresso un parere favorevole verso il comportamento di Stasi, sottolineando che l’intervista del 22 marzo non avrebbe violato le prescrizioni previste, essendo avvenuta all’interno di un permesso regolarmente concesso.

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L’11 aprile, il Tribunale di sorveglianza di Milano aveva approvato la semilibertà per Stasi, citando il suo comportamento esemplare come detenuto. La misura prevedeva la continuazione del suo lavoro e attività di reinserimento sociale, con l’obbligo di rientrare nel carcere ogni sera. Questa decisione, sostenuta da relazioni positive redatte dal personale carcerario, venne presa nonostante l’opposizione della sostituta Procuratrice generale Valeria Marino.

Parola alla Cassazione

Adesso toccherà alla Corte di Cassazione determinare se l’intervista del 22 marzo costituisca realmente una violazione e se la decisione del Tribunale di sorveglianza debba essere rivista. Nel caso in cui i giudici accolgano il ricorso della Procura, Stasi potrebbe essere nuovamente soggetto a una detenzione piena, senza la possibilità di accedere ad ulteriori benefici.

Il delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007, resta ancora una delle vicende giudiziarie più seguite in Italia. Le recenti novità sul ricorso hanno riacceso il dibattito pubblico sul caso e sui permessi concessi ai detenuti. La decisione della Cassazione è attesa con grande interesse.

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