Cronaca

Garlasco, vogliono tappare la bocca a chi dissente su Stasi

garlasco stasi Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Selvaggia Lucarelli ha pubblicato sul Fatto Quotidiano una lunga intervista ai genitori della povera Chiara Poggi. Ora, dato che io non rappresento l’avvocato di Alberto Stasi, come l’ottimo Antonio De Rensis – il quale molto intelligentemente ha sempre evitato di commentare le dichiarazioni accusatorie provenienti dalla famiglia della vittima -, per rispettare il sacrosanto diritto di critica, che qualcuno cerca a volte di conculcare, mi permetto di dissentire con alcune dichiarazioni espresse dai genitori medesimi ai quali, con il massimo rispetto, vorrei consigliare caldamente di aspettare le conclusioni dell’attuale indagine promossa dalla Procura di Pavia prima di esprimere giudizi affrettati.

In particolare, secondo i Poggi il fatto che Stasi non abbia mai espresso con loro parole d’innocenza sarebbe molto sospetto. “Non ci ha mai detto che non aveva ucciso Chiara”, dichiara il padre. Ancora più dura la madre, Rita, la quale sostiene che “Stasi dice che vuole giustizia per Chiara, non solo per sè. Ma sarebbe meglio che non la nominasse per niente, visto che già lo fa poco. Non lo dica perché non è vero”. Inoltre nei riguardi dell’avvocato De Rensis lo si accusa di fare la spola nei vari programmi televisivi, costruendo versioni alternative del delitto e ignorando gli atti processuali. L’intervista si chiude con un appello alla stampa e all’opinione pubblica: “Da marzo siamo stati travolti da una nuova ondata di sospetti, peggiore di quella di 18 anni fa. Vorremmo solo un po’ di silenzio, abbiamo diritto a vivere in pace”.

Ora, sempre con il massimo rispetto per la gravissima perdita subita da questa sfortunata famiglia, vorrei ribadire che “analizzare con attenzione i tanti lati oscuri di questo crimine è il miglior modo per rendere giustizia ad una ragazza stroncata nel fiore degli anni”. Lati oscuri di una vicenda che a parere di un crescente numero di osservatori che l’hanno analizzata ha creato i presupposti per uno dei più gravi errori giudiziari della storia repubblicana.

D’altro canto, sebbene accade sovente che il dolore arrivi ad annichilire le nostre capacità di giudizio, bisogna sempre ricordare che la sentenza che ha portato alla condanna definitiva di Stasi è piena di “aggiustamenti”, come lo spostamento all’indietro dell’orario del crimine, il quale sarebbe avvenuto in un lasso di tempo irragionevolmente breve. Tant’è che tutto questo avviene dopo due prime assoluzioni consecutive e, cosa a mio avviso piuttosto significativa, a fronte di una richiesta del procuratore generale della Cassazione, ovvero di chi sosteneva l’accusa nell’ultimo grado di giudizio, di rifare il processo o di assolvere direttamente l’imputato.
Ebbene, ho sempre pensato che in questo colossale pasticcio avesse giocato un ruolo quella stessa pressione mediatica che giustamente i Poggi stigmatizzano oggi.

Il problema però che in questo caso la medesima pressione mediatica scaturisce dall’azione di una procura diretta da un magistrato di grande prestigio, Fabio Napoleone, che ha sempre evitato la luce dei riflettori mediatici e che, per quel che abbiamo potuto comprendere, non si accontenta di trovare un colpevole qualsiasi, come troppe volte accade nei casi finiti sotto i riflettori dei media, bensì “il colpevole”.

Infine, mi sembra per molti versi che il fronte dei giornalisti, dei consulenti e degli esperti colpevolisti a prescindere nei riguardi di Stasi, in merito al diritto di critica, stia un po’ replicando in piccolo quanto avvenuto durante la pandemia di Covid. Ovvero strumentalizzare le vittime, in questo caso la vittima, per tappare la bocca a chi dissente, con tanto di argomenti solidi, in merito alle misure o alle sentenze adottate. In questo senso la colpevolista Lucarelli, nella citata intervista, sembra che non si sia fatta mancare nulla.

Claudio Romiti, 5 luglio 2025

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