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La Ripartenza 2022

Gas, guai in vista: “Misure drastiche”. E spunta la lettera segreta di Gazprom

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Brutte notizie dal fronte del gas. La prima era attesa, per quanto si sperava non arrivasse mai la conferma. Gazprom infatti avrebbe detto ai suoi clienti europei di non poter garantire le forniture di gas a causa di circostanze “straordinarie” non meglio specificate. La seconda, invece, riguarda l’Ue: se, come sembra, Putin dovesse decidere di chiudere ancora i rubinetti dei suoi gasdotti, con ogni probabilità verrà previsto un sistema di “solidarietà” europeo che potrebbe portare l’Italia a fornire parte delle sue riserve alla Germania, lo Stato in questo momento più in difficoltà di tutti.

La lettera segreta di Gazprom

Partiamo dal principio. Ovvero dalla lettera, datata 14 luglio, con cui Gazprom informava alcuni suoi clienti di dover ridurre i flussi per “cause di forza maggiore”, un modo legale per giustificare eventuali stop senza dover pagare penali. Ad aver ricevuto la missiva è stata Uniper, il più grande importatore tedesco di gas russo, che però sostiene di aver respinto la richiesta in quanto ritenuta “ingiustificata”. Come rivela la Reuters, le cause di forza maggiore riguarderebbero proprio il gasdotto Nord Stream 1. Come noto, il tubo che porta il gas di Putin in Europa è stato bloccato dall’11 di luglio per lavori di manutenzione annuale che stanno preoccupando e non poco gli Stati Ue. Dopo alcuni problemi sull’invio da parte del Canada di una turbina per ripristinare il funzionamento del gasdotto, in molti si chiedono se giovedì – quando in teoria Nord Stream 1 dovrebbe riaprire – i russi decideranno davvero di ripristinare al 100% i flussi.

Le sensazioni sono negative. La turbina, stando al ministero dell’Economica tedesco, in teoria doveva servire solo per una manutenzione prevista a settembre. Dunque il sospetto che si sia trattata di una banale “scusa” per bloccare il gasdotto c’è. Ed è forte. “Le forniture di gas tramite il NS1 potrebbero non riprendere al termine della manutenzione di 10 giorni”, ha detto alla Reuters Hans van Cleef, economista senior dell’energia presso ABN Amro. “A seconda di quali circostanze ‘straordinarie’ hanno in mente per dichiarare la forza maggiore, e se queste questioni sono tecniche o più politiche, potrebbe significare il prossimo passo nell’escalation tra Russia ed Europa/Germania”.

Mosca incassa 115 miliardi di dollari

Intanto, il Cremlino festeggia: secondo il ministero delle Finanze russo, infatti, nei primi sei mesi del 2022 la Russia ha incassato qualcosa come 115 miliardi di dollari dalla vendita di petrolio e gas. Una marea di denaro, corrispondente a 6,4 trilioni di rubli, quando in teoria a bilancio Mosca prevedeva di incassarne per tutto l’anno solo 9,5 trilioni. In sostanza, dall’inizio dell’invasione in Ucraina, la Russia ha incassato dal gas più di quanto si aspettava in assenza di sanzioni. Non proprio un gran risultato per l’Ue.

“Ridurre subito i consumi”

Europa che peraltro deve fare i conti con l’inverno che arriva. A La Ripartenza il ministro Cingolani ha rassicurato: il riempimento dei nostri depositi procede bene e se mai Mosca dovesse chiudere del tutto i rubinetti, non dovrebbero esserci misure drastiche con l’arrivo del freddo. In fondo oggi Draghi e i ministri sono a Algeri per firmare nuovi accordi di fornitura. E a Baku l’Ue sta facendo lo stesso con l’Azerbaijan. Tuttavia il capo dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, ha invitato oggi l’Unione Europea ad adottare misure immediate per ridurre i consumi già dall’estate. In totale, gli Stati membri dovrebbero tagliare il loro consumo di 12 miliardi di metri cubi per incrementare gli stoccaggi. Senza queste “riduzioni preventive”, scrive l’Aie, l’Ue “si troverà in una posizione estremamente vulnerabile e potrebbe dover affrontare tagli molto più drastici in seguito”.