L’accordo su Gaza tra Stati Uniti, Israele e decisivi Stati Islamici come Arabia saudita, Egitto, Turchia e Qatar regge perché al di là di tutto poggia su un fondamentale interesse comune: contrastare il rilancio del fondamentalismo islamista.
Dalla Malesia che vuole imporre la sharia anche ai non musulmani alla Nigeria con i massacri di cristiani compiuti da Boko Haram, dai giovani che contestano il riformismo dell’Islam proposto dal re del Marocco a quelli che alimentano l’Isis negli stati subsahariani (Burkina Faso, Mali, Niger, Camerun, Guinea, Gambia, Senegal, Nigeria, Ciad e Mauritania). E tutto ciò con un’importante eco in Occidente: dagli iman newyorkesi estremisti che sostengono il candidato sindaco radicale dei democratici alle candidate palestinesi di AVS in Campania che “sbadatamente” pubblicano invocazioni antisemite ad Adolf Hitler, sulle orme di esponenti di un’altra forza islamo-gauchista come La France Insoumise.
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Ragioni demografiche spingono giovani islamici dalle scarse prospettive a mobilitarsi in Africa, Medio oriente e Asia, problemi di integrazione mal gestita e diffuso nichilismo di coetanei occidentali, provocano effetti analoghi tra ragazzi musulmani in Europea e America, che in questo contesto puntano sul fondamentalismo religioso per avere un’identità.
I sauditi vogliono modernizzarsi; egiziani, marocchini e indonesiani vogliono un Islam riformato dalla jihad; turchi e qatarini hanno realizzato come le loro politiche di appeasement con il fondamentalismo sono arrivate a fine corsa. Tutti questi Stati musulmani hanno compreso le insidie in incubazione e agiscono per impedire che regrediscano riforme e modernizzazioni in atto.
A tutti è presente la lezione dell’appeasement con il fondamentalismo praticato da Barack Obama nel 2011 con i conseguenti assalti ai copti e alle donne egiziane, trecentomila morti solo ad Aleppo, il caos libico, il rafforzarsi del potere reazionario degli ayatollah. E perciò si vogliono oggi evitare analoghi esiti.
L’occasione per agire è stata l’intervento dell’esercito israeliano a Gaza con gli inevitabili costi umani di una guerra casa per casa: alla fine la naturale comprensione per le vittime innocenti ha consentito ad americani e statisti musulmani di agire premendo su Gerusalemme e insieme costringendo Hamas a rinunciare al suo infame scudo cioè gli ultimi vecchi, bambini, donne rapiti in Israele e tenuti in ostaggio.
L’occasione è stata umanitaria, ma l’intervento è strategico: mira a sterilizzare il serpente del fanatismo religioso la cui testa a Teheran è ancora intontita dall’aeronautica israeliana e dal Mossad. Naturalmente si agisce in un’area particolarmente complicata: i turchi competono in Libia con egiziani e russi, Ankara e Israele hanno interessi in conflitto sul gas estratto nel sud del Mediterraneo, l’umore di Beirut è più ottimistico dopo la dura lezione che la Idf ha dato agli Hezbollah ma sono tante ancora le incertezze, gli equilibri in Siria non sono consolidati e non lo sono neanche in Irak, qatarini e sauditi hanno numerose divergenze, ci sono ancora focolai di terrorismo degli Houthi.
In questo quadro sono presenti anche molti giocatori non musulmani: non solo russi e cinesi ma anche francesi e inglesi. E’ chiaro qual è l’obiettivo israeliano e americano: guidare la formazione di un autonomo governo della Striscia di Gaza e della Cisgiordania, ma senza permettere più enclave di odio antisrealiano e di terrorismo. La soluzione concreta consiste nell’imitare la transizione alla democrazia della Germania post nazista con il necessario periodo di decompressione (cioè una abbastanza lunga fase di disarmo, la costituzione di uno stato denazificato cioè in questo caso dehamasizzato, il divieto della propaganda di ideologie fanatico-criminali).
Se esistesse veramente l’Unione europea avrebbe in questo senso un ruolo prezioso nell’aiutare americano-israeliani e Stati musulmani a costruire questo tipo di soluzione superando i diversi ostacoli politici ancora esistenti, implementando nel contempo quel piano Mattei che è la miglior risposta sinora studiata per dare prospettive anche a magrebini e africani musulmani ora disperati e preda di ideologie fanatico- criminali.
Lodovico Festa, 23 ottobre 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


