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Cosa vuole fare Fdi?

Gentile Meloni, la prego: non deluda Angelo (e gli altri suoi elettori)

La storia di Angelo e l’analisi del programma di Fratelli d’Italia: il Paese chiede serietà, responsabilità e buon senso

meloni palazzo chigi

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Ormai ci siamo e mi sono chiesto se i programmi elettorali servano a qualcosa o il voto sia solo abitudine o emozione momentanea? Una risposta l’ho trovata nella mia personale Balbec Sarda.

Mentre Paul Paper era intento ad arrostire un maialino ed un coscio di cinghiale gli ho chiesto quali fossero gli orientamenti di voto nel resto del paese, lui prevede una decisa affermazione della Meloni e mi ha suggerito di parlarne con Angioletto che da anni conoscevo solo come Angelo e per la perfetta misura dei suoi crudi di pesce e dei piatti serviti ai tavoli della sua trattoria.

Questo pezzullo è il risultato di un buon caffè e dell’ottima compagnia di Angelo, eccellente trattore e generoso conversatore.

Curiosamente il tutto ha inizio con Battista Frau (lo straordinario uomo della foto qui sopra), nonno di Angelo che dopo aver servito la Patria nella prima guerra mondiale, morirà in carcere nel ‘48, dopo esservi entrato nel ‘26 per una imputazione di omicidio rivelatasi falsa solo grazie alla spontanea confessione del vero colpevole nel 1965.

Battista era un allevatore con alcuni orti e, pur dipendendo dal baronato dei Sant Just di Teulada, aveva alcuni “servi” a badare ai suoi animali ed ai suoi terreni. “Servi” perché nella Sardegna dei primi del ‘900 esisteva ancora la servitù della gleba.

La triste vicenda di Battista ha cambiato le sorti della famiglia, “al nonno avevano portato via tutto per pagare le spese di giustizia e mio padre è dovuto ripartire da zero come operaio della forestale”, ma ha formato il carattere della famiglia.

Angelo nasce nel 1960 e cresce nella Sardegna del boom economico, intraprendente e curioso negli anni ‘80 si sposta “in continente” lavorando nella ristorazione e imparando il mestiere, a 24 anni, grazie allo zelo del locale maresciallo della benemerita, sconterà un breve periodo di permanenza al college del nonno, per una insana passione rivolta alla coltivazione della cannabis, “ma in realtà era per il consumo della compagnia di giovani del mio paese, andavamo in spiaggia a cantare, parlare e …. fumare”. Questa esperienza farà di Angioletto un convinto antiproibizionista, “sulla droga puoi proibirla quanto vuoi ma non cesserà di esistere” e un discreto libertario “non parlo della libertà assoluta, ma ognuno è padrone della sua vita nel rispetto degli altri”.

Negli anni ‘90 darà vita a bar e chioschi in spiaggia, lanciando buona parte dei ristorante di successo della zona.

Si sposa, cresce due fantastici figli che lo aiutano nel suo lavoro e da semplice ristoratore diventa un piccolo imprenditore che da quel momento comincia a scontrarsi con lo Stato “che non mi ha mai dato nulla e spesso mi ha penalizzato attraverso l’arroganza e la violenza dei suoi rappresentanti, in certi momenti mi sentivo come nonno Battista”.

Per Angelo comincia una lotta che dura ancora oggi contro Asl, amministrazioni comunali, haccp, permessi, divieti, certificati e tutto quello che ogni imprenditore italiano ben conosce, ma con una speranza sincera che a me non cessa di stupire, ovvero che la politica potesse sistemare le cose, “in Paese esistevano due sezioni, la Dc ed il Pci, ma da ragazzi stavamo all’oratorio a giocare a calcio e votavamo Msi per l’eloquenza di Almirante, e poi An per quella di Fini”.

Oggi Angelo si prepara a votare convintamente Meloni e per me, liberale e terzopolista un poco snob e molto scettico sul fatto che certa politica possa realmente cambiare le cose, questo suo credo genuino è sorprendente, perciò con il programma elettorale di Fratelli d’Italia davanti lo ho interrogato: “Guarda che io il programma non lo ho letto, però sento la Meloni in tv e mi convince, e non sopporto che tutti la stiano aggredendo con ogni accusa solo nel tentativo di distruggerla come persona invece di batterla politicamente”.

Leggendo con lui il programma di Fratelli d’Italia mi ha stupito le semplice verità di alcune sue osservazioni su numerosi punti:

Natalità: è il più grande dei problemi, ma se non semini non raccogli. La realtà è diversa dalla tv e per avere una famiglia devi credere in qualcosa di solido e reale e non nelle balle che propinano ai giovani;

PNRR: tanto con quei soldi faranno quello che vogliono, quindi è meglio se ad amministrarli sarà Giorgia;

Fisco: la politica è lontana da trovare la soluzione, è tutto troppo complicato oltre che costoso. Sul personale è tutto sbagliato;

Sistema imprenditoriale: più lo Stato sta lontano meglio è;

Dignità del lavoro: quest’anno ho cambiato 12 lavapiatti, messi in regola tra 1250 e 1400 euro dalle 18 alle 24 nessuno durava più di 3 giorni. Mi hanno presentato un ragazzo senegalese, in regola e da 25 anni in Sardegna, sta da me da due mesi e mezzo un grande lavoratore;

Largo ai giovani: il lavapiatti senegalsese, che ha ottenuto la cittadinanza, mi ha chiesto di trovare una casa per ottenere il ricongiungimento familiare con il figlio di 18 anni. Sarò felice di aiutarlo;

Scuola: poche opinioni, in prima media mi sono ritirato ma mia figlia si sta laureando in scienze tossicologiche e sarà preziosa per il nostro lavoro;

Stato sociale: il reddito di cittadinanza è un disastro, immorale e dannoso.

Libertà e dignità: sulla omogenitorialità sono neutrale e comunque queste famiglie esistono da sempre, sono decisioni individuali che devono comunque salvaguardare l’interesse dei bambini. Sulla maternità surrogata non è una soluzione;

Turismo: In Sardegna è tutto fermo, il denaro della comunità europea sta sui conti dei Comuni, è tutto bloccato perché le decisioni pubbliche non funzionano e sono solo bloccate dai veti;

Immigrazione illegale: siamo pieni di clandestini che non siamo in grado di integrare, basta un giorno in via Quirra a Cagliari per capire che i clandestini servono a spaccio e prostituzione, è follia. La soluzione è accoglierli e dargli la dignità che meritano. Per essere chiaro la dignità è un lavoro ed il lavoro lo diamo noi imprenditori;

Presidenzialismo: mi convince come opportunità e mi convincerebbe la Meloni come futuro Presidente. Ha dimostrato di essere un leader politico coraggioso e capace di scegliere. E sono certo che saprà cogliere buone idee anche da parte di altri partiti.

Gentile On.le Meloni non so cosa sia più difficile, se essere la prima Presidente del Consiglio a provenire da un movimento dichiaratamente conservatore o essere la prima donna ad occupare quel posto, ma Lei potrebbe raggiungere questi due risultati grazie a milioni di donne e uomini che riversano in lei speranze e aspettative troppe volte deluse da leader incapaci o da partiti improvvisati. In Lei elettori come Angelo vedono l’erede, non del fascismo o della dittatura, ma di un sentimento popolare radicato in Italia e trasversale ai partiti, che chiede serietà, responsabilità e buon senso.

La prego non li deluda tra sovranismi e pieni poteri, Italexit ed amicizie sbagliate e se passasse in Sardegna si ricordi di Angelo e dei suoi semplici consigli.

Antonio De Filippi, 16 settembre 2022