in

Gervasoni risponde all’editore Laterza

gervasoni laterza
gervasoni laterza

Dimensioni testo

Per caso mentre eravate imbottigliati nel traffico vi è sfuggito un improperio? O allo stadio, quando si poteva andare, avete indugiato in parole non affettuose verso interisti o laziali? Attenzione, Beppe vi vede! Non Beppe Stalin, che sta buono all’inferno ma Beppe, detto Pepe, Laterza. Che oggi, da discendente, si trova a guidare la casa editrice che fu tra gli altri di Benedetto Croce, Rosario Romeo, Renzo De Felice, non esattamente autori di sinistra. Chissà se li ripubblicherebbe, anche se non usavano dire parolacce (forse).

Di certo non ripubblicherebbe me, come ha incredibilmente detto in una trasmissione televisiva: io che ho osato scrivere per lui due volumi, assieme a una delle massime storiche italiane, Simona Colarizi, due volumi per altro spessissimo citati nelle bibliografie sulla Italia contemporanea. Ovviamente il dottor Laterza ha diritto di pubblicare chi vuole e del resto io mi sarei ben guardato dal proporre libri a un editore che oggi ha nel catalogo autori negazionisti sulle foibe. Quel che mi ha fatto ridere, ma poi preoccupare, è la motivazione: perché io insulterei. E non insulterei Salvini e Meloni, come probabilmente fanno alcuni autori Laterza pur comunque pubblicati. No, insulterei la senatrice Segre e il presidente Mattarella. Ho sorriso perché con la stessa logica oggi il dottor Laterza non pubblicherebbe maestri del turpiloquio come Papini, Soffici, D’Annunzio, Marinetti (a cui non voglio neanche lontanamente paragonarmi sia chiaro). Poi però un po’ mi sono preoccupato.

Perché il dottor Laterza ha lanciato la sua fatwa verso un suo autore (ancora in catalogo) leggendo le accuse del Fatto quotidiano senza prendersi la briga di consultarlo, per verificare se quel che scrive la “Gazzetta del Sistema” (cit. Alessandro Sallusti) corrisponda al vero. Poi mi sono preoccupato perché la fatwa è stata lanciata all’indomani dell’avviso di garanzia con perquisizione, per quanto i tweet fossero lì da tempo e pubblici (e non sono di insulti come ognuno può vedere).

Prima si muovono le procure poi scatta la gogna al semplice avviso di garanzia: alla faccia della autonomia della cultura. Quindi Laterza non pubblica libri di indagati, inquisiti e men che meno condannati? Il giustizialismo dipietresco applicato alla editoria. Ma siamo sicuri che se, chessò, un Adriano Sofri proponesse un libro a Laterza, questi rifiuterebbe in nome del giustizialismo? Non è che se sei di sinistra hai il lasciapassare?

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche

Avatar
guest
35 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Pietro Gagliardi
Pietro Gagliardi
22 Maggio 2021 12:55

Condivido, da barese e frequentatore della libreria Laterza, le sferzanti osservazioni del prof. Gervasoni. Se non siamo ad nuova stagione stalinista, ci manca poco.

Tannino
Tannino
22 Maggio 2021 9:04

Niente di nuovo. Forse tra un po’ c’è la faranno a istituire anche il Ministero della Verità.

La guerra è pace.
La libertà è schiavitù.
L’ingnoranza è forza.

Victor
Victor
21 Maggio 2021 22:58

Laterza ha capito quello che hanno capito tantissimi imprenditori in Italia: se vuoi lavorare in pace, senza ritrovarti la guardia di finanza davanti alla porta dell’ufficio, o subire una qualche surreale inchiesta della magistratura, devi per forza schierarti a sinistra, pagare il tuo obolo e fare orecchie da mercante. Gervasoni ha tutta la mia solidarietà.

Ermejo
Ermejo
21 Maggio 2021 19:24

E sicuramente gli eredi dei Sassoon saranno i primi a fare inchieste giornalistiche, scrivere libri etc. sullo scandalo del traffico di droga. E laterza glieli pubblica di sciuro.

Ermejo
Ermejo
21 Maggio 2021 19:19

La guerra dell’oppio La verità giace sepolta con la famiglia di David Sassoon, «i Rothschild dell’Estremo Oriente» ed il loro monopolio nel commercio dell’oppio. La Gran Bretagna si impossessò di Hong Kong scatenando le guerre dell’oppio per dare ai Sassoon i diritti esclusivi per drogare un’intera Nazione. David Sassoon nacque a Baghdad, in Irak, nel 1792. Suo padre, Saleh Sassoon, era un ricco banchiere ed il tesoriere di Ahmet Pasha, il governatore di Baghdad (diventando così «l’Ebreo di Corte», una posizione di alto prestigio).Nel 1829 Ahmet fu deposto in seguito all’accusa di corruzione e la famiglia Sassoon riparò a Bombay, India.

Mario
Mario
21 Maggio 2021 18:22

O Laterza ha il diritto di pubblicare chi vuole oppure è la triste decadenza di quella che fu una classe editrice.
Se NON la vogliono pubblicare. Libero di pubblicare anche in altra casa.
Gli ideali quali sono affondare le navi o offendere il Presidente o la Segre.
Poi tutti indignati dello “scatarrare sugli onesti”.
Questi intellò di DX!!!

Ermete
Ermete
21 Maggio 2021 18:20

I sinistri sono così…hanno sempre enucleato la causa dall’effetto vedendo solo quest’ultimo (sempre e solo se gli conviene). Per cui se qualcuno è costretto a difendersi dentro casa od al negozio perché qualcuno arriva a minacciarlo con armi è su quest’ultimo che bisogna indagare. In una periferia qualcuno si rompe i coj..i di furti e degrado continui e magari inscena una manifestazione contro coloro che quel degrado provocano? Ebbene sono loro gli intolleranti! Qualcun’altro evidentemente sta nel tuo paese ma con la testa (ed il cuore ) in un altro per cui giustamente cerchi di fargli capire come funzionano le cose ed ecco che ….(Segue)

gio
gio
21 Maggio 2021 17:35

i sinistri non sono mai scesi cosí in basso.Frustrati e penosi. Che tristezza le loro vite.