\ \ arrow-left arrow-right _newspaper atlantico atlantico_logotipo books economia economia_logotipo facebook instagram linkedin logotipo mico milano milano_logotipo newspaper podcast politico_logotipo telegram tiktok whatsapp x youtube
Zuppa di Porro
Politico Quotidiano
Atlantico Quotidiano
Economia e Logistica
  • Cronaca
  • Esteri
  • La posta
  • Liberilibri
  • Biblioteca liberale
  • Contatti e donazioni
    • Chi siamo
    • Sostienici
    • Bio
    • Scrivi a Nicola Porro
    • Advertising
    • Come Disattivare le notifiche push
Sostienici
Politico
Atlantico
Zuppa di Porro
Economia
Liberilibri
Shop
Sostienici
Politico
Atlantico
Zuppa di Porro
Economia
Liberilibri
Shop
Cronaca

Ginecologo sotto attacco: non voleva visitare un trans

Polemiche a Pau, dove un professionista ha invitato la donna transgender a rivolgersi ad un altro studio

Max Del Papa
di Max Del Papa 15 Settembre 2023, 18:01
18.6k Visualizzazioni 74  commenti
  • WhatsApp
  • X
ginecologo trans
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Il pandemonio, il mondo alla rovescia, ha questo di demoniaco: che, dato un inizio, non trova mai una fine. Il pandemonio, come sapevano i grandi narratori distopici, parte dalle parole, la pace è guerra, il male è bene eccetera. Ora noi siamo nel gorgo del pandemonio, a quel punto cioè per cui pur sapendo che una cosa è assurda non possiamo o non sappiamo definirla per assurda, non siamo in grado di combatterla, di scongiurarla. Che direste voi di un ginecologo chiamato a visitare un uomo? Le vecchie barzellette da taverna si fanno realtà e terribilmente seria o almeno seriosa realtà.

Arriva un trans, non specificato se operato o meno, ormai anche questo è irrilevante, a Pau in Francia e pretende di esser visitato. Voi che fareste? Il ginecologo, rimasto a schemi o forse a dignità esistenziali del secolo passato, rifiuta con motivazione ineccepibile, sono un ginecologo, mi occupo di uteri, non posso visitare quello che non c’è; e doverosamente aggiunge: lei può trovare altri specialisti in grado di curarla. Apriti cielo. O inferno. Il pandemonio comincia dalle parole e quello che segue è il delirio di parole, impazzite e furibonde come erinni, fedelmente ripreso dalle agenzie: “Bufera mediatica ha scatenato la reazione dell’associazione francese Sos omofobia, che ha denunciato la vicenda su X (ex Twitter). “Denunciamo le affermazioni transfobiche e discriminatorie del ginecologo Victor Acharian a Pau”, ha scritto. “La transfobia è una realtà con gravi conseguenze, in particolare nell’accesso alla salute. Colpisce tutto il territorio”, scrive l’associazione citando Bérangère Couillard, ministro della Parità tra donne e uomini e della lotta contro la discriminazione. Secondo Le Figaro un’altra associazione, Stop Homophobie, ha chiarito che sporgerà denuncia contro il professionista”.

SOS omofobia? Quale omofobia? Affermazioni transfobiche e discriminatorie? Dire che un uomo non è una femmina e non può essere curato come tale? La transfobia che colpisce tutto il territorio? Ma in che modo, in quale senso, secondo proporzioni precisate come? E denunciano il medico che si è invece comportato nell’unico modo possibile. Perché “fare finta” di visitare l’utero in uno che “fa finta” di essere una donna, non è tanto da stupidi, non è vile o opportunistico: è da criminali, vuol dire venir meno ai propri impegni di dottore e di essere umano, vuol dire “curare” una cosa che non c’è per trascurarne una che c’è. Questo è lo scempio. Questa è la realtà dalle gravi conseguenze.

E non se ne esce. Questo sanitario verrà condannato, non c’è dubbio, perché è inutile dire, inutile cercare più decenza negli altri paesi, l’esterofilia nostra croce e delizia: l’Europa è ormai tutta così, quasi tutta, non impara dalle sue stregonerie: in Scozia mettono un maschio stupratore seriale che “si percepisce” donna nel carcere femminile, dove ne violenta altre dieci, ne mette incinta una. Il senso di irresponsabilità che è proprio della politica attuale travalica le istanze della filosofia morale degli ultimi tre secoli, scava direttamente nell’onirico, nel demenziale privo di paternità: si fa perché si deve fare, perché qualcuno ha deciso che così è, perché i nuovi mercati dei miraggi e dei vizi hanno bisogno di irrazionalità, se nel nome della scienza, a dire uno scientismo corrotto, manipolatore.

Le conseguenze non rilevano, gli effetti non se li accolla nessuno, il pandemonio parte dalle parole e arriva ad una metafisica antiaristotelica, l’essere non come vero ma come follia, come pretesa oltre l’irrazionale ma allegramente condivisa perché imposta dal coacervo di forze ideologiche, mediatiche, consumistiche che la politica si incarica di tradurre in procedure, diritti e punizioni per chi non si adegua. Che è come dire chi preferisce mantenere la dignità individuale, la consistenza umana, il rispetto di sé e del prossimo.

Il medico verrà condannato ma al trans non per questo crescerà un utero da dentro a fuori, fino alla vagina. Ma presto, probabilmente, non si potrà più neppure scrivere questo. C’è qualcosa nel pandemonio che è peggio della menzogna, peggio che assurdo o infame, coltiva in sé una cifra di sadismo, di piacere maligno. Che umilia, godendone. Anche a me piacerebbe percepirmi forte, sano, integro. Invece a seguito di una frattura ad una spalla mi hanno casualmente scoperto un cancro del sangue. E per quanto io voglia percepirmi diverso, resto malato, resto uno che di colpo sta fuori dai suoi simili, uno li guarda passare, lì scopre diversi, irraggiungibili, uno che ha il male dentro.

Max Del Papa, 15 settembre 2023

#ginecologo#politicamente corretto#trans#Victor Acharian
74
Leggi i commenti
Sedute Satiriche di Beppe Fantin - Vignetta del 10/04/2026

SEDUTE SATIRICHE

Vignetta del 10/04/2026

Vai all'archivio delle vignette
Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

IL PIÙ LETTO DEL MESE

Esteri 22k

Ricetta di un disastro economico: il sindaco Mamdani affosa New York

SEDUTE SATIRICHE

Sedute Satiriche di Beppe Fantin - Vignetta del 10/04/2026

Domani da incubo

Vignetta del 10/04/2026

Porrogramma del 11/04/2026

LUNIFIN S.r.l. a socio unico. Sede legale Milano, Largo F. Richini, 2/A, 20122 (MI), C.F./P.Iva en. 07174900154, REA cap. soc. euro 10.000,00 i.v.
  • Home
  • Advertising
  • Condizioni d’uso
  • Privacy Policy
  • Cookie policy
  • Cambia il consenso ai cookie
  • Dichiarazione di accessibilità

nicolaporro.it è una testata registrata il 20 aprile 2021 al n. 94 del registro della Stampa del Tribunale di Milano.

Rimani sempre aggiornato! Attiva le notifiche e resta informato.
  • Zuppa di Porro
  • Politico Quotidiano
  • Autori
  • Politica
  • Cronaca
  • Esteri
  • Economia
  • Giustizia
  • Politiche green
  • Salute
  • Zanzara tigre
  • Società
  • Sport
  • La posta dei lettori
  • Cultura, tv e spettacoli
  • Pillole Ricossiane
  • Liberilibri
  • Sedute Satiriche
  • La Ripartenza
  • Sette Vite, il podcast di Hoara Borselli
  • Controverso, il podcast di Lodovica Bulian
  • Biblioteca liberale
    • Liberilibri
    • Libri in Libertà
    • Lodi Liberale
  • Economia e Logistica
    • Mare e porti
    • Infrastrutture
    • Treni e camion
    • Geo-Logistica
    • Assicurazioni
    • Banca
    • Economia
    • Educazione finanziaria
    • Energia
    • Finanza
    • Inchiostro e affari
    • Innovazione
    • Lavoro
  • Atlantico Quotidiano
    • Quotidiano
      • Economia
      • Esteri
      • Cultura
    • Recensioni
      • Atlas – Visioni e Parole
      • Film
    • Speciali
      • Twitter Files: la censura social
      • L’altra faccia del lunedì
      • China Virus
      • #Muro30
      • Atlantico Sportivo
      • Day by Day
      • Giuditta’s Files
      • Il martedì di Capaneo, a Dio spiacente e a li nimici sui
      • In Cold Blood
      • L’altra faccia del lunedì
      • Minima Politica
      • O, America!
      • Politics App
      • Speciale Russiagate / Spygate
      • Thatcher Sovranista
  • Contatti e donazioni
    • Chi siamo
    • Sostienici
    • Advertising
    • Contatti
    • Come Disattivare le notifiche push