Cresce l’indignazione per la scarcerazione di un algerino di 40 anni, richiedente asilo e ospite da otto mesi nel centro di accoglienza di Monastir, finito in manette per aver molestato una tredicenne a Marina Piccola.
Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo aveva approcciato la minorenne con la scusa di scattare alcuni selfie, per poi afferrarla e palpeggiarla; solo il pronto intervento di due passanti ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente.
Nonostante il pubblico ministero avesse richiesto la custodia cautelare in carcere, la misura non è stata convalidata, lasciando l’indagato libero con il solo obbligo di firma. Una decisione che ha scatenato la dura reazione dei deputati sardi di Fratelli d’Italia, i quali hanno presentato un’interrogazione urgente ai ministri della Giustizia, dell’Interno e del Lavoro.
Definendo l’accaduto “una ferita inaccettabile” e causa di “profondo allarme sociale”, i parlamentari hanno chiesto al Ministero dell’Interno di valutare la revoca dello status di rifugiato e delle misure di accoglienza.
I deputati hanno sottolineato la discrepanza tra la gravità del reato contestato e la decisione del giudice: “Il fatto che per un reato di tale ferocia sia stata applicata una misura blanda come l’obbligo di firma, disattendendo la richiesta di fermo in carcere avanzata dal PM, genera un profondo e giustificato allarme sociale nella nostra comunità”.
Al Ministero del Lavoro è stato invece richiesto di accertare se l’uomo percepisca sussidi pubblici: “La sicurezza dei cittadini e la tutela dei minori sono priorità assolute”, concludono i deputati, ribadendo che “non un solo euro di denaro pubblico deve andare a chi viola le nostre leggi”.
Cristina de Palma, 18 luglio 2026
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