Esteri

Gli antifà lo massacrano: ragazzo di destra tra la vita e la morte

Il giovane nazionalista preso di mira a margine di un convegno di Rima Hassan a Lione. Emorragia cerebrale, è in coma

lione aggressione antifascisti
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A Lione la tensione politica è degenerata in violenza brutale. Giovedì sera, a margine di una conferenza dell’eurodeputata della France Insoumise Rima Hassan presso l’Institut d’Études Politiques (IEP) cittadino, un giovane militante nazionalista è stato aggredito e ora si trova ricoverato in condizioni gravissime. A riferirlo è Le Figaro, che cita fonti familiari e giudiziarie.

Secondo quanto ricostruito, alcune attiviste del collettivo femminista identitario Némésis si erano radunate nei pressi dell’istituto per protestare contro la presenza dell’eurodeputata, esponendo uno striscione con lo slogan “Islamo-gauchistes hors de nos facs”. L’iniziativa, spiegano gli organizzatori, prevedeva anche la presenza di volontari incaricati di vigilare sulla sicurezza delle partecipanti.

Il clima si sarebbe rapidamente surriscaldato. Militanti antifascisti – descritti come abituali protagonisti di contrapposizioni con Némésis – avrebbero contestato la presenza delle giovani donne. Una ragazza di 19 anni, secondo il racconto del collettivo, sarebbe stata trascinata a terra e strangolata; la giovane è stata poi visitata da un medico e avrebbe intenzione di sporgere denuncia. Le forze dell’ordine parlano di una cinquantina di persone coinvolte negli scontri, che tuttavia non avrebbero impedito lo svolgimento della conferenza all’interno dell’IEP.

La situazione sarebbe precipitata poco dopo. Quentin D., 23 anni, tra i volontari presenti per garantire il servizio d’ordine informale, sarebbe stato seguito insieme a un amico mentre si allontanava dalla zona. L’aggressione sarebbe avvenuta in un secondo momento, lontano dall’istituto. Secondo il racconto di chi era con lui, il giovane sarebbe stato colpito con una “balayette”, cadendo a terra e battendo la testa, per poi essere preso a calci mentre era già al suolo. Trasportato d’urgenza all’ospedale Édouard Herriot dopo aver perso conoscenza, è stato ricoverato in “urgenza assoluta” per un’emorragia cerebrale. Il suo stato è giudicato critico e la prognosi è riservata.

Il parquet di Lione ha confermato l’apertura di un’inchiesta per “violences aggravées”, affidata alla direzione interdipartimentale della polizia nazionale. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire dinamica e responsabilità dell’accaduto.

Secondo quanto riportato da Le Figaro, il giovane – convertito al cattolicesimo – avrebbe ricevuto i sacramenti nelle ore successive al ricovero. Studiava finanza e matematica a Lione ed era attivo in ambienti nazionalisti locali. Il collettivo Némésis punta il dito contro gruppi di estrema sinistra, tra cui “La Jeune Garde”, e sostiene di aver riconosciuto tra gli aggressori anche un collaboratore parlamentare del deputato LFI Raphaël Arnault. Accuse che dovranno essere verificate nell’ambito dell’indagine.

Il caso ha suscitato immediate reazioni politiche. Il sindaco ecologista di Lione Grégory Doucet ha condannato “con la massima fermezza” la rissa di estrema violenza, esprimendo sostegno alla vittima e ai suoi familiari. Messaggi di solidarietà sono arrivati anche da esponenti della destra francese, tra cui Sarah Knafo, mentre il candidato RN-UDR alla mairie di Lione, Alexandre Dupalais, ha annunciato la sospensione della campagna elettorale.

L’episodio riapre il tema, mai sopito in Francia, della radicalizzazione del confronto politico nelle università e nelle piazze. In attesa che la magistratura accerti i fatti, resta l’immagine di un giovane in coma e di una città scossa da uno scontro che ha superato ogni limite.

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