Politica

Gli sciacalli

Da quando l’Esecutivo si è insediato: odio e delegittimazione da parte delle opposizioni, dopo il referendum sciacallaggio mediatico

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In natura gli sciacalli agiscono in gruppo contro una potenziale preda che non ha possibilità di difendersi, o perché sono in molti contro uno o perché menomata o ferita e pertanto non in grado di combattere.

Di solito, quando puntano un essere del mondo animale con forza pari alla loro, sferrano attacchi per indebolirlo, essendo in gruppi di tre, cinque e anche dieci contro uno; ogni sciacallo sferra un colpo e si allontana, mentre la preda cerca di reagire e gli altri intensificano i colpi (anche alle spalle) fino a sfinirla, e quando è quasi esanime sferrano l’attacco concentrico definitivo.

Al contrario degli sciacalli, i leoni e i felini in genere combattono per la sopravvivenza o per procurarsi del cibo, da soli e, spesso, vengono a loro volta attaccati dai branchi tra i cui membri avevano puntato la preda; non sempre hanno successo e, quando ciò accade, non hanno altra scelta se non constatare la sconfitta e ritirarsi.

Questa è la natura, un “mondo” in cui non esiste la “democrazia”, ma leggi non scritte per garantire a ogni specie la sopravvivenza attraverso vere e proprie strategie organizzative interne; potremmo tranquillamente traslare quanto accade nel mondo degli umani, affermando che la maggior parte delle specie animali ha “ordinamenti autoritari” che garantiscono ai forti, sani e intelligenti di essere i leader dei gruppi e di “punire” i pochi che non accettano le citate leggi non scritte.

Le dinamiche politiche e la statura dei leader

Quanto appena esposto nell’introduzione non è altro che l’immagine speculare di ciò che accade nel mondo degli umani e, in particolar modo, in Italia, Paese in cui è più probabile vincere al Superenalotto che accettare una sconfitta elettorale.

Partiamo dal principio… Da quando gli schieramenti di centrodestra hanno vinto le ultime elezioni politiche, sono iniziati gli attacchi concentrici ad opera degli sconfitti, che hanno indirizzato contemporaneamente e da più direzioni i loro colpi bassi (perché tali sono) sulla “preda prescelta”, ovvero la Presidente Meloni.

Tradotto: le forze di opposizione si sono comportate come “gruppi di sciacalli”, tentando di indebolire una sola persona per poi “finirla” al momento opportuno, ossia dopo l’affermazione del NO al referendum.

Ciò, in concreto, si è manifestato, prima del voto sulla riforma, attraverso pretesti strumentali, diffusione di odio e menzogne, cui tutti abbiamo assistito, utilizzati come armi improprie con cui ogni “gruppo di sciacalli” (partiti di opposizione, organizzazioni sindacali, parte della magistratura, alcune testate giornalistiche, qualche emittente televisiva e social network) ha contribuito con un colpo (basso e vile) per tentare di indebolire la “preda”.

La principale differenza tra gli sciacalli reali e quelli virtuali nel mondo degli umani è rappresentata dalle “leggi scritte” che, contrariamente a quanto accade nel regno animale, garantiscono la sopravvivenza (intesa come tutela delle libertà fondamentali, dei diritti e dei livelli di benessere) anche agli sconfitti in libere elezioni, alle minoranze e anche a coloro che “odiano” chi governa.

Ergo, la Presidente del Consiglio, nel caso specifico Giorgia Meloni, non è una preda da abbattere, bensì espressione dei cittadini che hanno sposato la sua linea e l’hanno eletta quale leader; è pertanto una mente con cui confrontarsi civilmente e su presupposti basati sul concetto di democrazia.

Se ciò non è accaduto, a parte qualche virtuoso esempio come il Partito Liberal Democratico dell’on. Marattin, è sinonimo di bassa statura politica dei leader delle forze di opposizione, che, anziché confrontarsi con idee, proposte e critiche costruttive, hanno preferito agire come gli “sciacalli” con l’intento di indebolire la figura della leader di governo per poi pensare (erroneamente) di sconfiggerla definitivamente dopo una vergognosa campagna referendaria condotta, appunto, secondo le leggi del mondo animale.

È sufficiente scorrere i social per constatare la pioggia di menzogne, offese e falsità che cade senza tregua su membri del governo e all’indirizzo della premier, per avvalorare la teoria dello sciacallaggio politico anziché il confronto tra statisti… termine di certo non idoneo ad alcun esponente delle opposizioni (con le dovute eccezioni).

Il post-referendum

Che il centrodestra sia uscito indebolito dalla sconfitta del SÌ, e anche la figura della Presidente del Consiglio, è un dato di fatto, e di ciò bisogna prenderne atto; quale più ghiotta occasione per gli “sciacalli” per poter tentare di sferrare il colpo finale a una “preda ferita”?

Ecco, quindi, le “bombe a grappolo” sul governo, con richieste di dimissioni, messa all’indice di membri dell’Esecutivo e attacchi faziosi basati su qualsiasi appiglio, vedi guerra in Iran, prezzo dei carburanti, caro energia e vergognose “vendette” da parte del sistema giustizia nei confronti di giornalisti, come Sansonetti, che si era schierato per il SÌ.

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Ma… poiché esiste sempre un “ma”, e imprevisti non calcolati in nome di quella presunzione di superiorità che contraddistingue le menti pensanti da quelle guidate dall’istinto, gli “sciacalli” hanno fatto i conti senza l’oste perché (nonostante quattro anni di vili attacchi continui) si sono ritrovati di fronte un leone (anzi una leonessa) che non rinuncia a difendersi neanche se gravemente ferita e, soprattutto, non fugge ma continua a combattere con lealtà, ovvero a difendere se stessa e la Nazione che rappresenta, inclusi coloro che la attaccano slealmente.

Il decadimento della politica

Da decenni ci ritroviamo a constatare come il dibattito politico mostri una curva discendente e, francamente, credo che il fondo sia stato toccato proprio dalle attuali forze di opposizione e dai loro establishment connessi; ciò non significa che dall’altro lato vi sia la perfezione ma, almeno, per quanto possibile, l’attuale governo ha, in ogni caso, portato risultati tangibili e ha sempre impostato il confronto sul merito delle questioni.

Gli oppositori, di contro, proprio perché privi di leader di elevata statura, hanno preferito percorrere la strada della diffamazione e della delegittimazione anziché mettere sul tavolo soluzioni che avrebbero innescato un civile confronto e, perché no, anche messo in difficoltà il governo.

Gli sciacalli restano sciacalli e i leoni… leoni.

Antonino Papa, 5 aprile 2026

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