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Governo, serve più tempo

“Gli accordi un tanto al chilo non fanno per noi”, ha detto Matteo Salvini dopo l’incontro con il Presidente della Repubblica Mattarella, ribadendo lo stesso concetto poco prima espresso da Luigi Di Maio.

“Abbiamo chiesto qualche altra ora per vedere se su alcuni temi si trova l’accordo. Il governo parte se è in grado di fare cose”, ha aggiunto Salvini, che ha specificato di non parlare come segretario della Lega, ma a nome del centrodestra.

Intanto il premier proposto dalla Lega non è piaciuto ai pentastellati…

L’editoriale a 105 Matrix del 14 maggio 2018

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  1. Qui continuano a menare il torrone, ma la verità è che ormai è evidente che il M5S sta rivelando di non avere alcuna intenzione di volersi impegnare davvero sui temi fondamentali per la Lega: immigrazione e giustizia. Sull’immigrazione la Lega è stata chiara: bisogna bloccare gli sbarchi, e attuare i respingimenti, ma sia Mattarella che i grillini tergiversano, tirano in ballo i trattati internazionali (lo sapevamo, ma basta volerli seriamente modificare) ecc. E per quanto riguarda la giustizia, i grillini fanno i manettari col problema dell’evasione fiscale, mentre la Lega giustamente chiede che si inverta l’onere della prova: è il fisco che deve dimostrare che Tizio ha evaso, e non viceversa! (anche perché spesso è impossibile dimostrare che uno “non ha evaso”. L’erario dice sempre che può avere ricevuto pagamenti in nero. OK, ma sei tu fisco a dover dimostrare dove e quando li ha ricevuti! ). Insomma, ormai sta venendo fuori il grosso problema di fondo: i grillini sono fondamentalmente statalisti, giustizialisti e di sinistra. Inoltre sono perennemente ondivaghi, cambiano idea ogni 3×2. Il problema è che il 32% degli italiani ha buttato il voto con l’armata Brancaleone. Non basta dire “onestà”, o sognare il “reddito di cittadinanza”, o dire che l’immigrazione va controllata, salvo poi buttare i soldi nei campi rom, e altre fesserie. Ma al tempo stesso purtroppo il cdx è rovinato fino a che il vecchio Berlusca rimane come palla al piede, col suo partito-rottame ormai da prefisso telefonico, che sempre meno gente vota. L’unica cosa vera è la canzone: “Meno male che Silvio c’è”. Non c’è dubbio: Silvio CI E’, non ci fa!

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